Guardate l’espressione di Gabriele Cioffi, allenatore dell’Udinese, dalla quale evapora ogni traccia di tensione agonistica per acquisire i tratti di una empatica preoccupazione, quando Daniele De Rossi gli confida in dettaglio ciò che sta capitando e ciò che si teme.
Guardate i calciatori dell’Udinese che sembrano non avere più la maglia avversaria addosso. Guardate i loro tifosi, sentite l’applauso convinto di uno stadio intero per un calciatore avversario e per la necessità, non curiosità, di conoscere il suo stato di salute.
Fare squadra; anche oltre la squadra stessa, perché hanno iniziato i giocatori della Roma, evidenziando non soltanto la loro apprensione, ma anche la graduatoria delle priorità, quelle dell’esistenza. Anche se nessun telespettatore avesse avuto l’audio a disposizione sul televisore, sono stati subito i volti a “parlare”, lo scenario delle espressioni prima sgomente, poi quasi terrorizzate. Ma quasi subito la preoccupazione è andata oltre la Roma, intesa come squadra, allenatore, tifosi presenti nel settore ospiti del “Bluenergy Stadium”.
Fare squadra, dicevamo, vuol dire tante cose; nella maggior parte dei casi assistiamo a quelle ordinarie, per fortuna: reagire a uno svantaggio, come era da poco accaduto; motivarsi a vicenda, come i giocatori della Roma avevano fatto a San Siro; saper soffrire, in termini quasi sempre tradizionali e riferibili a cose di campo. Oggi no, oggi la sofferenza, i timori e la partecipazione umana il campo lo hanno svuotato.
Tutti quelli che c’erano, e attraverso di loro chiunque stava assistendo alla partita, non avevano più né colore né alcun interesse per un pallone. Quale pallone, a quel punto? Soltanto preoccupazione per un fratello, come in condizioni estreme si sentono tutti gli uomini, salito in una città fino a poco prima avversaria per giocarci – com’è distante, questo verbo, ora – con quel pallone.
Per mesi le imprese dell’autotrasporto hanno anticipato di tasca propria il caro gasolio, contando su…
LAZIO - "Godo poco in questi momenti, bisogna stare sul pezzo": così Gattuso aveva frenato…
Settantatré anni dopo, l’Italia torna sul tetto del mondo della Formula 1. Kimi Antonelli è…
In Polonia è in corso uno scontro istituzionale sul controllo della Corte costituzionale. Il governo…
Città del Messico ha restituito all’Italia qualcosa che mancava da settantatré anni. Andrea Kimi Antonelli ha chiuso…
In un suo recente intervento la vestale della sinistra fucsia liberal progressista Elly Schlein ha…