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Mosca, strage al Crocus City Hall: la Russia di Putin non prende in considerazione l’Isis

È un fatto di una gravità inaudita, l’attentato verificatosi nei giorni scorsi al Crocus City Hall, una sala concerti nel quartiere periferico di Mosca, nella zona nord-ovest della capitale. Decine di morti e centinaia di feriti in una sparatoria. Da quel che apprendiamo, l’Isis avrebbe rivendicato l’attentato.

Al momento non vi sono certezze, si ragiona per ipotesi, che potrebbero ovviamente essere smentite dall’emergenza di prove concrete. In questo orrendo attentato, pare davvero che qualcosa non torni. Intanto, che cos’è realmente l’Isis? Chi lo finanzia? Chi lo arma? E in nome di cosa agisce? Ci hanno sempre raccontato che l’Isis presenta una radice islamista e ha per obiettivo l’Occidente.

Che senso avrebbe dunque per l’Isis colpire oggi la Russia, che dell’Occidente liberal atlantista e con la Cina è il principale nemico? Indebolire la Russia con un attentato non sarebbe forse un favore fatto all’Occidente stesso? Oltretutto la Russia con la Cina sostiene fortemente la causa palestinese. Vi è chi parla questo proposito di possibile attentato da parte di forze cecene? Non ci stupiremmo davvero se i media allineati all’ordine della globalizzazione neoliberale e atlantista arrivassero a sostenere che la responsabilità, come sempre, è dello stesso Putin, a cui d’altro canto hanno già segnato la responsabilità di ogni colpa possibile. E se si trattasse di un gesto compiuto da qualche banda ucraina? O forse addirittura potrebbe esserci la longa manos dell’occidente liberal-atlantista? Che in questi giorni sta schiumando di rabbia per il trionfo di Putin alle elezioni recentemente svoltesi in Russia? Sono tutte ipotesi, sia chiaro, che potrebbero essere suffragate o smentite dall’emergenza di prove concrete nelle prossime ore o nei prossimi giorni.

Quel che è certo è che davvero qualcosa non torna nell’ordito della narrazione inerente a questo attentato orrendo. Ad esempio è interessante il fatto che il presidente russo Vladimir Putin ha fatto sapere che chi ha organizzato e prodotto questo vile attacco che ha costato la vita a troppi civili, pagherà fino in fondo. Che è poi un altro modo nemmeno troppo obliquo per dire che la Russia non si piegherà e non si farà intimidire nemmeno al cospetto di questi gesti infami.

La Russia di Putin tra l’altro non prende in considerazione la pista dell’Isis che da subito ricordavo è stata accreditata come la più plausibile. Anche in ragione del fatto che l’Isis sembra aver rivendicato, come ricordavamo, questo vile attentato. Putin si è infatti detto convinto che le tracce di sangue dei civili russi conducano all’Ucraina di Zelensky.

Insomma, per Putin la pista è Ucraina, non dell’Isis. Allo stato dell’arte, anche in questo caso, non abbiamo argomenti per suffragare la tesi di Putin né per negarla. ci limitiamo a segnalare con tutta evidenza che la Russia segue la pista dell’attentato ucraino.

D’altro canto ricorderete che già nell’agosto del 2022 vi fu un attentato gravissimo in Russia che costò la vita alla figlia del filosofo Alexander Dugin, Daria Dugina. In quel caso le ipotesi sembravano davvero essere quelle di un attentato di matrice ucraina. Se comunque è vero che bisogna sempre porre la domanda cui prodest, ebbene la pista dell’Isis sembra davvero poco plausibile, soprattutto per una ragione. Se l’Isis, come ricordavo e come da sempre ci dicono, ha per obiettivo l’Occidente, colpire la Russia di Putin sarebbe davvero il gesto più controproducente tra tutti. Bisogna riconoscere infatti che la Russia oggi è il principale, nemico dell’Occidente libero atlantista. Se fossimo in un giallo il movente sarebbe in effetti molto più facilmente rinvenibile nella pista ucraina.

Nessuno, più dell’Ucraina del guitto Zelensky, effettivamente, potrebbe avere interesse a colpire duramente la Russia in questo momento così delicato. Ciò però, lo sottolineo ad abundantiam, non deve essere inteso come un J’accuse contro l’Ucraina, da che, lo ripeto, al momento non vi sono prove che portino in quella direzione. E quella che abbiamo evocato è semplicemente la lettura prospettata dalla Russia.

Radioattività – Lampi del pensiero quotidiano con Diego Fusaro

Diego Fusaro

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