La preside di un istituto comprensivo di Genova ha inviato una circolare alle famiglie annunciando l’intenzione di segnalare alla procura dei Minori i casi di malori dovuti al digiuno del Ramadan.
“Non possiamo permettere che i bambini si mettano a rischio per il digiuno. la nostra priorità è la loro sicurezza”. Dichiarazioni e perplessità simili sono arrivate anche da altre scuole in Italia.
“Il dato oggettivo è che le famiglie musulmane in Italia hanno cominciato a far digiunare bambini di prima e seconda elementare. Questo, soprattutto sul bere, è un’estrema criticità“. A farlo notare il giornalista Magdi Cristiano Allam, già bersagliato in questi giorni sui social per il suo appello all’accortezza: “Finora capitava di vedere ragazzine dagli undici anni in su digiunare per il Ramadan, ma ora succede con bambini di 6-7 anni che in classe mostrano segni di spossatezza. Lo Stato ha il dovere di tutelare la loro salute“.
“L’Islam stesso esenta dal digiuno i bambini fino alla pubertà. E’ singolare che delle famiglie musulmane in Italia vogliano essere fin troppo zelanti nel costringere i loro bambini a digiunare prima“. Così puntualizza Magdi Cristiano Allam da Francesco Borgonovo, giustificando poi la proposta di intervento dello Stato. Che però deve fare i conti con un’altra religione che diventa sempre più radicale: “Fare questo però non è interferenza negli affari di una religione, ma il far prevalere il diritto costituzionale alla salute prima che accadano disastri. Un bambino di 7 anni non può stare 12 ore senza bere“.
Ascoltate l’intervento a ‘Punto & Accapo’ | 18 marzo
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