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Le tappe della vita di Navalny fanno capire quanto è assurda la teoria sulle responsabilità di Putin

Cerchiamo di ripercorrere un attimo quelle che sono state le tappe di questo dissidente, in modo che ognuno possa farsi una sua idea e soprattutto capire quanto sia assurda la versione che vedrebbe Putin responsabile del suo omicidio in carcere. Navalny, a quanto dicono, c’era già stato un tentativo di avvelenarlo in passato. In realtà la cosa non è mai stata dimostrata ad opera di Putin neanche in quella occasione. Però diciamo che era un grande oppositore di Putin, che Putin era preoccupatissimo e che ritenesse indispensabile farlo fuori fisicamente, altrimenti avrebbe corso dei seri pericoli alla guida della Russia. Prendiamo per buona questa ipotesi. Quindi tentano di avvelenarlo, però falliscono, non riescono a raggiungere l’obiettivo. Navalny resta in vita, viene ricoverato in un ospedale, in un ospedale nel Paese dove comanda tutto quel Presidente che vorrebbe vederlo morto a tutti i costi. Viene ricoverato in ospedale, viene curato, viene salvato, non viene permesso neanche ai parenti di avvicinarlo, però nessuno pensa di finire l’opera in quella occasione, anzi i medici lo salvano. Non solo lo salvano, ma poi gli danno anche il permesso di lasciare il Paese.

Quindi fanno atterrare un aereo tedesco, l’aereo tedesco carica Navalny e lo porta in Germania per le cure. Tutto questo sotto al naso di Putin. Navalny arriva in Germania, viene curato, si salva, quindi torna in Russia, viene bloccato all’aeroporto, viene portato in carcere. Inizialmente è al massimo della sua notorietà, soprattutto nei primi mesi dopo il ritorno dalla Germania, ma lì Putin lo lascia assolutamente stare. Per tre anni non lo tocca. Anzi, Navalny continua a fare l’oppositore anche dal carcere. Abbiamo visto in questi mesi i tweet di Navalny dal carcere. Quando è che decide di farlo fuori?

Quando ha appena rilasciato un’intervista ad un giornalista statunitense, l’intervista diventata virale sul web, mostrando per la prima volta un volto più umano di Putin. Il volto di Putin che racconta la verità su quanto accaduto e su tutto quello che gli Stati Uniti hanno fatto per costringerlo a quella operazione speciale in Ucraina. Quindi proprio nella settimana in cui Putin è su tutti i giornali, in quella precisa settimana, viene fatto fuori Navalny, quindi che cosa succede? Che tutto cambia nuovamente sui media occidentali, tutte le prime pagine non parlano più dell’intervista di Putin, raccontano semplicemente quanto Putin sia un killer che ha ucciso il suo più pericoloso dissidente, quanto sia contro la libertà di informazione, quanto sia un sanguinario dittatore. Ma c’è di più. Oggi c’è la sentenza per la possibile estradizione di Assange negli Stati Uniti. Una fine molto peggiore di quella di Navalny, lo aspettano infatti oltre 100 anni di carcere in mano a quegli apparati che hanno provato in questi anni a torturarlo psicologicamente, almeno a quanto hanno confermato le principali organizzazioni sui diritti umani.

Quindi proprio oggi che c’è la sentenza su Assange, una sentenza che Putin avrebbe potuto utilizzare contro l’Occidente, contro gli Stati Uniti per spiegare quanto siano antidemocratici, quanto siano dittatoriali i loro metodi nei confronti di un personaggio che ha osato dire la verità per smascherare i crimini americani, proprio prima della sentenza Putin decide di ammazzare il suo dissidente nelle carceri russe.

Francesco Amodeo

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