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Così la BCE distrugge il nostro mercato immobiliare, siamo al picco storico dei tassi di interesse

Il mercato immobiliare italiano sta vivendo un periodo decisamente negativo. Nel secondo trimestre del 2023 abbiamo assistito a un calo decisamente importante e significativo delle compravendite immobiliari con un totale di 235.725 convenzioni notarili registrate. Questo vuol dire un brutale ribasso di quanto di circa il 16% rispetto all’anno precedente. In realtà questo è il risultato diretto dell’impennata dei tassi di interesse decisi dalla Banca Centrale Europea impennata che ha raggiunto oggi il picco storico del 4,5% circa. La stretta sui tassi di interesse ha colpito duramente tutte le regioni italiane, tranne le nostre isole, causando un vero e proprio tracollo delle transazioni sia nei grandi che nei piccoli centri abitati. Come se non bastasse questa situazione, abbiamo anche assistito a un crollo del 35,3% sul trimestre e del 7,3% su base annua nelle convenzioni notarili per i mutui.

Il Governo ha pensato bene di mettere una toppa, tentato, col decreto 1000 proroghe. offrendo delle agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa ai giovani al di sotto dei 36 anni. Ma è difficile pensare che questo possa essere sufficiente. Insomma, la Banca Centrale Europea, come sempre, dimostra una incredibile determinazione ideologica nel perseguire il suo obiettivo sacro di un’inflazione del 2% e per questo obiettivo ideologico è disposta a sacrificare le famiglie, le imprese, le industrie, le economie nazionali. Quindi è un impegno sacro, infallibile e incrollabile da sembrare sempre più una disperata corsa verso l’abisso che una strategia monetaria ragionevole potrebbe evitare. Insomma, ancora una volta io vi dico che i governi nazionali dovrebbero mettere in discussione questo tipo di Unione Europea e soprattutto questo tipo di banca centrale che non fa l’interesse delle famiglie, delle imprese e nemmeno degli stati membri.

Bisogna tornare a dire a chiara voce, come faccio io da anni, che la banca centrale deve dipendere dalla politica e cioè dal Parlamento e dai governi. Ed è assolutamente una fregatura dire che debba essere indipendente dalla politica, perché indipendente dalla politica vuol dire dipendente dai poteri privati forti che non sono né io né voi.

Malvezzi quotidiani – L’economia umanistica spiegata bene

Valerio Malvezzi

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