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Contri stronca Sanremo in diretta ▷ “Il termometro del degrado in cui versa un popolo addormentato”

Nella serata di Martedì è andata in scena la serata inaugurale del Festival di Sanremo 2024. L’ultimo da conduttore e direttore artistico di Amadeus e della sua spalla Fiorello. Nel bene e nel male Amadeus ha cambiato il festival, dividendo l’opinione pubblica su svariati temi. Dall’ospitata di Zelensky al bacio in diretta tra Rosa Chemical e Fedez, il suo festival ha fatto discutere e continuerà a far discutere. Una cosa è certa, che sia una cosa positiva per alcuni o negativa per altri, la kermesse che dal 1951 tiene gli italiani incollati davanti agli schermi per cinque serate consecutive, non è più la stessa.

Alberto Contri, docente di comunicazione sociale, ha rilasciato ai microfoni di Un Giorno Speciale un commento senza filtri sull’evoluzione del festival: “Abbiamo assistito al festival della fluidità, metà dei cantanti sono ragazzotti fluidi, incluso Mengoni che peraltro quando canta è veramente bravo, quando parla un po’ meno e quando si veste ancora meno e però c’è tutta una serie di ragazzotti fluidi che contemporaneamente sono ampiamente stati penalizzati dalla giuria della stampa che evidentemente è fatta di persone un po’ più âgées e che ha premiato una una vecchia gloria come la Berté. Ma come si fa a voler fare queste robe? E’ una cosa veramente da spettacolo modesto. Anche la scenografia, a parte alcuni giochi di luce in bianco e nero molto belli, il resto sembra un Luna Park ma di quelli di periferia. Io non so, il povero Cappelli, anche lui ormai dovrebbe forse dedicarsi a fare qualcos’altro, però che abbia fatto un grande ascolto è anche inevitabile, perché poi l’ascolto, direi uno, è fatto di ultra pensionati concentrati a sud, cosa vuoi che facciano la sera di Sanremo? Guardano Sanremo, poi qualcun altro lo guarderà per curiosità però il livello di conversazione della nostra società è questo qua“.

E quindi siamo molto malmessi” continua ContriLa cosa che mi ha dato più fastidio in senso tecnico, e non capisco come i supertecnici della Rai non se ne accorgano, è questa clac che c’è sulla galleria che urla come se avessero davanti James Taylor, Bono, Bob Dylan e tutti i grandi della musica per qualsiasi scamiciato che arriva a fare due pernacchiette, cioè una roba veramente allucinante. Penso che Sanremo rappresenti il termometro del degrado a cui noi siamo arrivati

Un Giorno Speciale

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