“Bisogna difendere la libertà di stampa e il valore di un servizio pubblico che sia davvero libero e plurale e che non può essere al servizio del governo di turno e della sua propaganda. Faremo un sit-in davanti alla RAI per difendere il pluralismo e la qualità dell’informazione che è un diritto inalienabile di ogni cittadino. Dobbiamo iniziare una battaglia affinché la TV pubblica sia svincolata dalla padronanza di governi e politica, perché la situazione è davvero preoccupante, anche per la libertà stessa dei giornalisti. E quindi fissato per domani, 7 febbraio alle ore 18, davanti alla sede Rai di Viale Mazzini, un sit-in di protesta per chiedere una corretta informazione”.
Per queste ragioni il PD ha indetto una protesta nella giornata di ieri davanti la sede Rai centrale. La visione su “Tele-Meloni” però ha lasciato spiazzati sia alcuni giornalisti del servizio pubblico che altri pubblicisti indipendenti, che addirittura hanno convocato un contro-corteo. Uno di questi è Francesco Amodeo, che intervenendo nel corso dei tumulti ha criticato le ragioni Dem: “In cosa differisce il governo Meloni e la comunicazione dai governi targati PD? Non c’è una singola contrapposizione su temi come l’Europa o l’Ucraina, è il solito teatrino per prendere in giro gli italiani”. Fu così che il corteo anti-censura, invocò la censura nei suoi confronti. Guardate cosa è successo.
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