All’83esimo di gioco il Milan era in svantaggio contro l’Udinese. Dieci minuti dopo la partita è totalmente ribaltata. E’ una quarta vittoria consecutiva per la squadra di Pioli tutta scaturita dalle gambe degli acquisti: apre le danze Loftus Cheek con un potente diagonale alla mezz’ora, poi il match termina non per la pausa, ma per i cori razzisti rivolti a Mike Maignan, seguito negli spogliatoi da tutta la squadra.
Maresca ferma il gioco per cinque minuti dopo i tre richiami dello speaker previsti da regole federali. Il Milan prende posizione su X: “Nel nostro gioco non c’è posto per il razzismo, siamo sconvolti”.
Si gioca poco dopo. Cinque giri di lancette e l’Udinese si riporta in pari: è Samardzic a chiudere sull’1-1 le avversità dei primi 45 minuti.
E’ un risultato finale che pesa ancor di più per come arriva: l’Udinese si porta in vantaggio con Thauvin al 63esimo, ma il Milan non si dà per vinto.
Nulla può venti minuti più tardi Okoye, quando un tiraccio sporco di Giroud bacia la traversa e resta sulla linea: pienamente a disposizione di Jovic, che risponde presente per la quarta volta in stagione tuffandosi di testa sulla sfera. Siglato il 2-2 è sempre più Milan; la rimonta è completa 10 minuti più tardi, quando Okafor trafigge i bianconeri sugli sviluppi di un corner.
Il Milan è sempre più terzo e consapevole del proprio valore, attendendo passi falsi lì davanti per fare tana libera tutti.
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