In Svizzera, a Davos, si tiene ogni anno il World Economic Forum, una riunione dove si incontrano i più importanti personaggi della politica ed economia globale. Lo scopo dichiarato è sempre lo stesso: quello di discutere i problemi considerati più rilevanti per l’umanità, così da trovare soluzioni atte al benessere globale. Da pochi giorni è iniziata l’edizione del 2024.
I temi di cui si sta più parlando? Cambiamenti climatici e soluzioni green varie, tecnologia, intelligenza artificiale. Poi arriva il turno delle questioni più delicate. Nella top 10 dei rischi globali secondo il WEF ci sono disinformazione, al primo posto, e polarizzazione sociale.
Temi politici da trattare con sensibilità particolare, data la posta in gioco: la democrazia, elemento non scontatissimo.
Però proprio Klaus Schwab, fondatore del Forum, parlava di “elezioni”, in relazione alle nuove tecnologie, in maniera piuttosto controversa.
“Oggi le tecnologie digitali hanno soprattutto un potere analitico” – diceva nel WEF del 2017 a Sergey Brin, co-fondatore di Google.
“Ora si passa a un potere predittivo“. Quale? Quello di prevedere e prescrivere, come dice Schwab, il risultato delle elezioni.
“Il che significa che non c’è più bisogno di fare le elezioni, perché potrai prevederle. E quindi ti dici: perché dovremmo aver bisogno delle elezioni?“. Quella del ricco presidente WEF potrebbe essere solo un’ipotesi per far capire un possibile negativo potenziale dell’intelligenza artificiale. Che sia innocente o meno, è un’ipotesi di cui non vogliamo conoscerne il risultato.
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