Ci risiamo: riparte l’allarme fascismo.
Da anni ormai arriva un momento specifico in cui l’Italia si ridivide tra fascisti e non.
Quel momento coincide spesso con l’annuale commemorazione di Acca Larentia, dove i saluti romani hanno, solo nel 2024, scatenato l’inferno. Poi, come da copione, l’allarme rientrerà per poi riscoppiare in un determinato momento di cronaca.
Come Fabio Duranti vuole sottolineare, il vero problema di tutta questa storia risiede non nel gesto in sé, ma nella lotta faziosa.
Insomma, una di quelle notizie “per le quali ci sono speculazione, clickbait, rotture di scatole varie: perché questo è proprio il paese dei campanelli“. Ciò che a ogni allarme va ripetuto è sempre lo stesso fondamentale concetto che guarda in faccia la lotta interna all’unica classe del popolo: “Stiamo parlando del nulla cosmico“.
Il dibattito però si infervora. E lo farà di nuovo.
Compito della “notizia” è quello di creare lo scandalo della settimana, assecondato poi dalle rivolte social.
La conclusione la dà Duranti: “Continuate a fare la polemica sul braccio teso, sui paragoni, eccetera, eccetera: state bene così“.
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