Dalle aggressioni alla sede di Pro Vita, passando per il supporto ideologico alla Palestina. In molti si sono chiesti cosa stia accadendo nelle piazze che il femminicidio di Giulia Cecchettin ha fatto esplodere. Migliaia di persone si stanno riversando in strada, il più delle quali pacificamente, ma la veicolazione di messaggi violenti aumenta ogni giorno a dismisura. Da “bruciate tutto”, che prende il la da una poesia, “sanzioniamo pro Vita bruciando la loro sede”: il meccanismo è lo steso della rappresaglia di guerra secondo lo Psichiatra Alessandro Meluzzi.
La voglia, cioè, di “riappianare” le cose causando a una fantomatica controparte più dolore di quello che si è subito è quanto si respira nelle parole e nelle intenzioni delle proteste di piazza: “Se ci pensate è anche quello che sta accadendo tra Israele e Gaza”.
Ascoltate la spiegazione di Meluzzi a ‘Un Giorno Speciale’.
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