Mourinho cade contro Allegri.
Due squadre simili a mentalità di gioco si affrontano, e alla fine vince chi la mette in rete. Nessun bel gioco, anche se questa Roma alla Juve ha concesso un gioco più coraggioso del solito. I bianconeri vincono col classico “corto muso” allegriano, ma stavolta non traspare troppo quella solita aria di incertezza. Questo perché i giallorossi non riescono a spaventare la più forte e decisa difesa juventina. Al contrario, tante le sbavature: Llorente in primis mette in difficoltà più volte la sua squadra, commettendo falli evitabili e concedendo lo spazio necessario a Vlahovic per cercare più volte il gol. Il serbo però non riesce a incidere, nonostante la prima parte di partita la gestisca lui, poi la Roma.
Come già successo altre volte, al rientro ecco che la squadra di Mourinho si ritrova spaesata. Rabiot, servito bene dal compagno, vede davanti a lui Rui Patricio, ma il francese lo beffa sul suo palo. Che il portoghese potesse fare di più?
Guadagnandosi il vantaggio, i bianconeri gestiscono la partita fino alla fine, portando a casa tre punti importantissimi dato il pareggio dell’Inter: ora è a -2 dal primo posto. Nota di merito? Dybala, che costituisce sia nel primo che nel secondo tempo il centro del gioco romanista. Senza di lui, i compagni osano molto poco.
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