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Nasce il corso di laurea che spiega perfettamente i tempi che corrono: già attivo e pronto a “plasmare”

In una nota università italiana è stato attivato un corso di laurea per diventare influencer. Sì, avete inteso rettamente, un corso di laurea per poter diventare influencer. Non so se sia già attivo anche il Master in Selfie, ma poco cambia in verità. Lo spirito del tempo, Zeitgeist, come lo qualificava Hegel, è perfettamente cristallizzato in questa vicenda. Vicenda che oltretutto avvalora la tesi di Michel Foucault, ad avviso del quale il potere non aspira, sic et simpliciter, a distruggere il sapere come fenomeno potenzialmente ostile alla sua tenuta. Il potere, diceva Foucault, produce anche un sapere che sia funzionale alla sua riproduzione e al suo allargamento, al suo potenziamento e alla sua diffusione. Carlo Marx la chiamava ideologia, vale a dire le forme simboliche e di sapere che, con falsa coscienza necessaria, presentano come giusto, buono e naturale il mondo alienato della società capitalistica. Perché il potere non produce soltanto l’intollerabile, ma genera anche soggetti disposti a tollerarlo e anzi felici, con ebete euforia, di farlo. Mai come in questo caso valgono davvero le parole di Verdi: “Tornate all’antico, sarà un progresso”.

La società dell’alienazione capitalistica, in effetti, sta registrando in questi ultimi anni progressi davvero sconvolgenti. La massa degli ultimi uomini, quella che segue indefessamente e senza alcun dubbio l’ordine delle cose, cresce di giorno in giorno e si fa di giorno in giorno più convintamente allineata all’ordine dominante. Quello che sta avvenendo, in effetti, è una sorta di allineamento generale dell’opinione pubblica all’ordine discorsivo dominante. Lo si chiama talvolta, con buone ragioni, pensiero unico, sottolineando il fatto che non vi è più un pensiero antagonista, come un tempo era, ma vi è appunto un pensiero unico che viene condiviso ormai in maniera totale, e dirò di più totalitaria, da tutti e da ciascuno. Il dramma della globalizzazione neoliberale è proprio questo, il fatto che essa riesce a coinvolgere nel suo progetto anche coloro i quali tutte le buone ragioni avrebbero per contestarlo e per mobilitarsi in vista del suo crollo. Il sapere è effettivamente un luogo fondamentale per il consenso capitalistico.

La classe dominante, infatti, ha bisogno sempre di funzionari e di strateghi del consenso, i quali lavorano poi con zelo a ciò che gli ultimi, anziché insorgere, aderiscano con ebete euforia o con rassegnato disincantamento all’ordine delle cose. Ecco perché il potere simbolico, quello che Gramsci riteneva fondamentale per l’egemonia delle classi dominanti, svolge e continua a svolgere una parte assolutamente decisiva nella riproduzione tecnocapitalistica. E il fatto che le università, da luoghi che un tempo furono di elaborazione di saperi critici e disallineati, diventino oggi, nella massima parte delle loro espressioni, avamposti del pensiero unico politicamente corretto, non è se non il completamento di quanto dicevamo. Il potere utilizza il sapere, lo produce, lo genera, lo modella a ciò che esso confermi sempre di nuovo l’ordine dell’alienazione planetaria. Il corso di laurea per diventare influencer mi pare che possa essere fecondamente eletto secondo questa chiave ermeneutica.

Radioattività, lampi del pensiero quotidiano – Con Diego Fusaro

Diego Fusaro

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