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Van Basten e le parole al veleno su Sacchi ▷ Ordine: “Tanto livore per un motivo: l’ultima parte di carriera”

Non c’è stato mai feeling tra me e lui. La storia l’hanno fatta i suoi giocatori. Quel Milan era una delle squadre più forti di sempre. Lui ha avuto una parte importante. Era bravo a farsi amici i giornalisti, ha saputo costruire una immagine da grande innovatore“.
E ancora: “Durante gli allenamenti se non giravamo se la prendeva con i più giovani, con i più deboli che magari tiravano la fila, non con noi“. Le uscite di Marco van Basten sono note per essere vere e proprie bordate, ma sebbene non sia la prima quella diretta a Sacchi, le sue parole riprese da un’intervista del Corriere della Sera del 2020, tornano a riecheggiare tramite repost e nuovi articoli.

Se quel Milan fosse tutta farina del sacco del mister è un dibattito antico. Neppure Berlusconi gradiva che se ne parlasse come “il Milan di Sacchi”, ma dietro le parole di van Basten c’è altro.
A riferircelo a ‘Radio Radio lo Sport’ proprio gli allievi di quei giornalisti che il cigno di Utrecht addita come amici di Sacchi, sebbene anche questa sia una mezza verità.
Già perché in realtà “Sacchi li aveva tutti contro, tranne alcune eccezioni“, riferisce Luigi Ferrajolo, “aveva contro quella classe giornalistica che tanti meriti aveva accumulato e che non capiva nemmeno il suo linguaggio: sostituiva la parola ‘contropiede’ con ‘ripartenze’, era anche una questione di forma, linguistica. Non capivano che lingua parlasse, e tra tutti c’era Gianni Brera, il numero uno di allora“.

Ma allora perché tanto livore dopo tanti anni da parte di Van Basten?
C’è un problema di natura psicologica“, dice Franco Ordine, “Marco van Basten si porta dietro due grandi crucci. Il primo, il più gigantesco di tutti, fu la decisione – per la fobia del dolore – contro il parere di Monti, Fabio Capello e i dirigenti del Milan, di farsi operare di nuovo alla caviglia. Quella decisione sbagliata gli costò la fine prematura della carriera“.
Successivamente van Basten prova la carriera da allenatore, “che però non ha grandi risultati. Secondo me lui si trascina questo vissuto sulla sua ultima parte di carriera come un fallimento. Di una cosa però deve essere cosciente: quel Milan è stato recentemente designato dai tecnici UEFA come la squadra più forte di tutti i tempi.
Un capitolo della storia del calcio mondiale sarà intitolato ad Arrigo Sacchi, e non a Marco van Basten
“.


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