La vita dà, la vita toglie: in troppi casi, l’oggetto è la libertà.
Ma forse si tratta di un automatismo impostoci da noi stessi dopo averlo sperimentato durante il Covid.
Ebbene, lo spauracchio lockdown e smartworking potrebbe tornare. Almeno questo è quello che spiega la giornalista de La Verità, Camilla Conti. Succede a Roma: l’amministrazione Gualtieri, in particolare l’assessore ai Lavori Pubblici, Ornella Segnalini potrebbe pensare di lasciare a casa i dipendenti pubblici. La causa? I cantieri stradali. Tra ZTL proibitive (che infatti vengono rimandate al prossimo anno) e i cantieri della Metro C, la Capitale è intasata. Il traffico si concentra a Piazza Venezia. E una possibile soluzione della giunta comunale ricorda un modo di fare che nella pandemia ha avuto la sua fama. Un modo di trovare la soluzione ai problemi del tipo: “La vita ci dà dei problemi? Rinunciamo alla vita“, spiega Francesco Borgonovo, vicedirettore de La Verità.
“A quel punto – commenta la giornalista – con la bacchetta magica se tu li chiudi in casa il traffico finisce.
Poi adesso siamo anche tornati a parlare sui giornali del bonus psicologo. E poi ti ritrovi sul lettino dell’analista, oltre che stare in smartworking“. Una soluzione giudicata “paradossale” dalla giornalista, che nell’articolo non si risparmia di lanciare una provocazione: che possa venire in mente la stessa soluzione anche per la criminalità? “Avete paura dei reati, allora chiudetevi in casa“, scherza Borgonovo.
“Fra un po’ arriveremo anche a questo, che è un messaggio che ci è stato mandato in passato: mettete le telecamere e state chiusi dentro casa“.
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