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Meluzzi spiega il divide et impera di guerra ▷ “Diventerà insostenibile, ma il vincitore è scritto”

Ucraina e Russia, Israele e Palestina: due storie, tragiche, che si uniscono in un unico fattore comune.
Tra chi esibisce le ragioni di una o dell’altra, c’è anche poi, di conseguenza e molto spesso, chi mira a sminuire l’altra “fazione” dimenticandosi totalmente del senso critico e politico. Quel fattore comune a gran parte delle guerre è il tifo.
In questi giorni la guerra scoppiata tra Israele e Gaza ha scosso il mondo. Ma il mondo ha risposto come solo lui in questi tempi sa fare: tramite i social media. Ed ecco che bandiere di una o dell’altra parte sventolano ovunque.
Un comportamento umano che, a detta dello psichiatra Alessandro Meluzzi, non è poi così sconosciuto alla storia dell’uomo.

Divide et impera è il principio cardine che vige in situazioni belliche, ma non solo, ai giorni d’oggi.
L’effetto causato dal fatto di essere tutti connessi, ma ahimè non presenti effettivamente, è quello di un tifo da stadio senza eguali.
Di conseguenza, la verità regredisce nelle classifiche delle priorità del dibattito, superata dal dibattito stesso.
Un sistema che ha sempre funzionato anche in passato“, commenta Meluzzi.
Da sempre l’umanità si è contrapposta. Però la nostra contrapposizione oggi non è esattamente questa contrapposizione: è una ‘supercontrapposizione’ in cui c’è un’assoluta simmetria tra le parti. C’è una delle parti che produce una verità, che ha il controllo fondamentalmente del grosso della tecnologia planetaria. E c’è l’altra che in qualche modo soccombe inevitabilmente“.

Per potere tecnologico si intende quello delle grandi aziende che dominano letteralmente l’internet: Google, Facebook.
Il controllo dell’informazione passa sotto i vigilissimi occhi delle suddette. Una situazione che secondo Meluzzi non avrà certo facile fine.

Man mano che gli esseri raggiungeranno livelli di disperazione inesauribile, prodotta da tutto quello che stiamo vedendo, da uno stato emergenziale dopo l’altro, questa situazione diventerà insostenibile“. Due gli esiti possibili secondo lo psicoterapeuta: o si assisterà ad un Grande Reset, inteso come grande “ripacificazione” universale, o altre guerre. Due tipi di “Great Reset”, ma ben diversi tra loro.

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