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Meluzzi spiega le 4 ipotesi sulla guerra in Palestina ▷ “A chi giova? Le elezioni USA si avvicinano”

La guerra tra Israele e Palestina sta vivendo fasi sempre più drammatiche con una escalation partita dagli attacchi di Hamas di pochi giorni fa. Ma a cosa è dovuta questa improvvisa e drammatica recrudescenza, del conflitto Israelo-Palestinese? Alessandro Meluzzi fa un’analisi basata su quattro punti, riguardanti alcune dinamiche di questi giorni di guerra che sembrano non quadrare. Potrebbero esserci interessi e responsabilità non svelate, coperte dalla necessità di schierarsi in fretta dall’una o dall’altra parte: “Si parte sempre da una narrazione e l’adesione alla narrazione ti porta a formare un giudizio. Che questo giudizio si formi è inevitabile, perché fa parte del funzionamento della mente umana. Quando io vedo un accadimento non posso non formarmi un’opinione. In questo aveva ragione quel grande intellettuale André Marraux quando diceva che ‘la prima vittima della guerra è l’innocenza, e la seconda vittima della guerra è la verità’.

Quindi la crisi dell’innocenza e la crisi della verità rendono tutti i racconti sulla guerra dubitevoli, incerti, per lo più falsi. Quali sono i confini e i territori di falsificazione, di falsificabilità in questa guerra?” Allora, io pongo delle domande perché i racconti li abbiamo letti tutti e su questi racconti, sulle ragioni dei palestinesi, sulle ragioni degli israeliani, ognuno avrà le sue opinioni e se le formerà, ma io mi pongo alcune domande invece da logico, da criminologo, che cerca non soltanto la verità che si vede, che sotto gli occhi di tutti e su cui ognuno è legittimo che si forme delle opinioni e che cosa ci sta dietro. Prima domanda, secondo voi in un mondo in cui tutto è connesso, tutto è collegato, ci sono satelliti e sistemi di intercettazione che arrivano fin quasi dentro i nostri corpi, con i più grandi servizi segreti del mondo che sono lì, il Mossad e lo Shin Bet, con l’immensa professionalità dei servizi britannici, delle Mi5 e delle Mi6, della CIA, di tutto quello che sta intorno al territorio di Gaza…

A voi sembra possibile che questa sortita abbia potuto avere i devastanti effetti che ha avuto senza che i servizi di informazione ne fossero in qualche modo a conoscenza?

O l’esercito di Israele, i servizi Mossad e lo Shin Bet sono una caricatura e quindi semplicemente non funzionano, sono una tigre di carta, come ha detto qualche ayatollah iraniano, oppure c’è qualcosa che non torna. Così come il fatto che gli onnipotenti servizi inglesi, gli onnipotenti servizi americani non avessero informazione su che cosa si stava preparando. È chiaro che tutto questo ha spostato l’interesse dei media, della politica, della geopolitica, dalla sconfitta della Nato in Ucraina, sostanziale ormai ed evidente, a un altro pollo di interesse, che è quello nel quale la presenza russa ha marcato la sua prima vera reazione nella difesa della Siria. Terza considerazione, il BRICS e l’Iran. Il fatto che l’Iran con le sue grandi risorse energetiche, militari, demografiche, stia entrando a ve le spiegate nel BRICS, insieme alla Russia, insieme alla Cina, può suscitare in qualcuno grandi preoccupazioni, io credo. Quindi pensare di dover regolare velocemente i conti con l’Iran, credo che sia una politica quasi indispensabile per il mondo che ha appena condotto la guerra in Ucraina.

Quarta e ultima considerazione. Al centro dell’impero, nella capitale dell’impero, si dovrebbero celebrare delle elezioni presidenziali. In queste elezioni presidenziali c’è una ragionevole preoccupazione nel Deep State, in particolare in quello Dem massonico che un certo mondo repubblicano possa vincere le elezioni, se c’è una situazione bellica le elezioni non si tengono, vengono rimandate o diventano comunque un’altra cosa”.

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