Gaza è l’unico posto al mondo dove chi viene bombardato non può fuggire: una sorta di vera e propria prigione a cielo aperto.
Immaginate che qualcuno dia fuoco alla vostra casa dopo averla circondata tutta con del filo spinato. I cittadini – innocenti – di Gaza, finiti sotto le bombe per colpa di Hamas non possono fuggire, non possono andare in ospedale (visto che non c’è elettricità) non possono curarsi, (perché gli hanno tolto i medicinali).
E’ uno sterminio autorizzato dall’Unione Europea, dalla NATO, dagli Stati Uniti. Avallato da quella che si fa definire “la comunità internazionale”.
Sui social non si parla d’altro. I fruitori cercano notizie non su quanto accaduto dal 7 ottobre, ma da cinquant’anni.
Vi rendete conto della pericolosità di tutto questo?
Due punti sono critici in particolare.
L’opinione pubblica che si interessa di quello che accade in Palestina, ad un popolo costretto a vivere in una sorta di campo di concentramento a cielo aperto, solo dopo un vile attentato.
La diplomazia che non riesce a far rispettare le risoluzioni dell’Onu ad Israele, con i media che nel frattempo non hanno mai parlato di quello che accade a chi è costretto a vivere in una prigione a cielo aperto.
Così facendo quei terroristi, noi li stiamo armando.
La Matrix Europea – La verità dietro i giochi di potere, con Francesco Amodeo
L’ultimo e più insidioso strascico dell’operazione pandemica - un aspetto che ho sottolineato fin dal…
Torino, un minuto di eterna vergogna Tra le poche note di conforto che ci erano…
Il Napoli conferma il proprio attuale livello, fermata al Franchi dalla ritrovata Fiorentina di Vanoli.…
Era il giugno 2022 quando il Corriere della Sera, a firma di Fiorenza Sarzanini e…
Un manuale di 25 pagine per «insegnare» ai cittadini a riconoscere la disinformazione. È il…
"Io di Sandro Mazzola ho tre ricordi. Quello di cui mi vergogno è l'ultimo, che…