“Ho ordinato il completo assedio. Niente elettricità, niente cibo, niente gas. Stiamo combattendo animali umani“.
Sono queste le surreali parole pronunziate da Yoav Gallant, ministro della difesa israeliano, il quale con queste surreali e oscene parole ha sintetizzato i propositi e le azioni che Israele sta intraprendendo contro la striscia di Gaza sostanzialmente e contro la popolazione tutta. Una vera e propria rappresaglia, non si potrebbe definire altrimenti. Sostanzialmente va detto che Israele, anche in questo frangente, gode del pieno appoggio e del pieno sostegno degli Stati Uniti d’America e dell’Unione Europea.
Quell’Unione Europea che, per inciso, ha già detto che intende sospendere i supporti ai palestinesi. Non sfugga che queste parole oscene riguardano non in specifico i terroristi di Hamas, il cui gesto ignobile è certamente da condannare non meno delle politiche imperialistiche egualmente ignobili di Israele. No, le parole del ministro israeliano della difesa riguardano la popolazione tutta della striscia di Gaza, la quale viene considerata e trattata alla stregua di un manipolo di terroristi da torturare senza pietà.
Nel silenzio generale, quando non nella generale approvazione, è passato un concetto subdolo, che non deve davvero sfuggire. Il concetto in grazia del quale è lecito, per combattere il terrorismo, costringere alla fame e alla sete un’intera popolazione, considerandola apertamente alla stregua di animali umani. Questo è il concetto impiegato.
In più occasioni in questi anni abbiamo assistito alla disumanizzazione dell’uomo ideologicamente utilizzata per commettere ai danni dell’uomo le più atroci bestialità. Era stato ai tempi della guerra di Serbia il filosofo Jürgen Habermas a parlare di umanità o bestialità di fatto facendo regredire ideologicamente al rango di bestie la Serbia per poi giustificare le aggressioni imperialistiche della civiltà del dollaro. Non sfugga allora come il concetto di giustizia agitato da Israele e dall’intero occidente sia attualmente quello della rappresaglia, o più precisamente della resa dei conti con i palestinesi.
Una sorta di soluzione finale, mi spingerei a dire, contro i palestinesi. Una soluzione finale giustificata alla stregua di una resa dei conti con il terrorismo, senza ovviamente mai distinguere tra terroristi e popolazione, tra masse civili. Insomma, come a dire, per colpire Hamas bisogna colpire la popolazione civile, senza che si dia distinzione di sorta tra le due.
È passato questo concetto subdolo, quello per cui, appunto, combattere il terrorismo significa né più né meno che combattere spietatamente la popolazione civile fatta di donne, bambini, anziani. Siamo ancora una volta, verrebbe da dire con le parole di Sartre, al cospetto dello striptease dell’umanesimo occidentale, quello che per inciso parla di umanità e usa il concetto per compiere assai spesso le azioni più disumane che vi siano, come sono appunto quelle che ora minaccia di fare Israele contro la striscia di Gaza e che anzi già sta facendo in maniera terribile.
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