La Juve si rialza. Merito di Milik, che con un tap-in trova la rete decisiva per piegare un Lecce organizzato e combattivo, ma troppo rinunciatario in fare offensiva. Il modo migliore per scacciare i fantasmi che aleggiavano sui bianconeri dopo la figuraccia rimediata la scorsa settimana contro il Sassuolo, quando i neroverdi avevano rifilato quattro sberle a una squadra distratta e irriconoscibile. Nella serata dell’Allianz Stadium si rivede Szczesny dal primo minuto nonostante il momento horror della scorsa settimana, non Gatti, tenuto in panchina per il redivivo Rugani e subentrato solo a gara in corso con ampi incoraggiamenti di Allegri. La partita vive di pochi squilli, ritmi bassi e tanta tattica, con le folate di Chiesa come unico momento di rottura. Poi, a inizio ripresa, il gol di Arkadiuz Milik (in campo per far rifiatare Vlahovic), abile a sfruttare una torre di Rabiot su situazione da palla inattiva. Nel finale anche un’espulsione per Kaba, reo di cadere troppo facilmente in area dopo un contrasto con Chiesa. Un’espulsione eccessiva, ma che non cambia né influenza il risultato: la Juventus porta a casa il bottino pieno con il minimo sforzo e si issa al secondo posto momentaneo della classifica, in attesa delle altre sfide dell’infrasettimanale, mentre il Lecce si conferma squadra ostica per chiunque e molto organizzata, nonostante la serata poco ispirata dei suoi attaccanti.
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