Malvezzi Quotidiani

La Lagarde porta l’Europa in recessione: anche a luglio la BCE aumenterà i tassi d’interesse

E mi tocca parlare di nuovo di tassi di interesse. La Banca centrale europea ha deciso di aumentare di 25 punti base cioè dello 0,25% i tassi di interesse chiave per contrastare l’inflazione che, sebbene in calo secondo loro, rimarrà troppo alta per troppo tempo. La BCE, quindi, continuerà a seguire un approccio dipendente dai dati per determinare il livello ritenuto appropriato e la durata della restrizione e le decisioni sui tassi continueranno a basarsi sulle prospettive dell’inflazione. Alla luce dei dati economici, sulla dinamica dell’inflazione di fondo e sulla forza della transizione della politica monetaria, rivedendo leggermente al ribasso le stime sulla crescita per quest’anno e per l’anno prossimo, la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, ha annunciato che è molto probabile che continueranno ad alzare i tassi di interesse a luglio, a meno che non ci sia un cambiamento concreto nel loro scenario. Attenzione la Banca centrale del Giappone, per esempio, ha invece deciso di mantenere invariata la politica monetaria ultra espansiva a fronte dell’incertezza ancora esistente sull’andamento dell’inflazione e sulle incognite relative alle prospettive salariali, cioè sulle incognite della possibilità dei lavoratori giapponesi di non avere una perdita di reddito. Quindi è evidente, come io vi anticipavo da anni, che l’Eurozona è ormai in recessione tecnica.

Ma evidentemente per la Banca centrale europea non è sufficiente ci vuole secondo loro, più recessione ancora. Del resto chi se ne frega se la rata del mutuo è diventata più cara del 60% in un solo anno. Chi se ne frega di quelle famiglie che hanno raggiunto la povertà assoluta. Ciò che a loro conta veramente è tornare a quel fatidico 2% di tasso di inflazione. Costi quel che costi, perché a loro interessa proteggere i grandi capitalisti, i grandi proprietari finanziari, il sistema delle grandi banche private che li governa. Questa è la mia chiave di lettura. Questo è il motivo per cui io parlo di economia umanistica. Questo è il motivo per cui vi dico che la rivoluzione culturale pacifica deve nascere da Roma, dal Mediterraneo, dalla storia latina, che a sua volta affonda nelle tradizioni della democrazia greca. E dobbiamo tornare a parlare di economia nel senso aristotelico, che è ben diversa dalla crematistica e cioè dalla finanza. E quello che io cerco di dire da questi microfoni ormai da tanti anni e so che tante persone ormai se ne sono convinte e le ringrazio della loro attenzione.

Valerio Malvezzi

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