I vaccini sono stati il tema del quale si è più discusso in questi anni insieme alla pandemia. Come sappiamo molte sono le inesattezze che sono state dette e per riportare un po’ di verità oggi vogliamo parlare dei vaccini che sono stati ritirati. Nel 2006 l’AIFA (l’Agenzia Italiana del Farmaco), ritira dal commercio il vaccino anti morbillo-rosolia-parotite, dopo aver registrato un maggior numero di reazioni avverse di tipo allergico. La situazione sembra però sia cambiata rispetto al passato, nuovi player sono entrati in gioco e il pubblico sembra scomparire a favore del privato. I meccanismi di produzione e controllo non sono più chiari come una volta, quindi, per parlare della questione abbiamo chiesto ad Alessandro Meluzzi d’intervenire:
“È cambiata la Committenza e l’esecuzione della Committenza. Ai tempi dei vecchi vaccini, c’era il Ministero della Sanità e c’erano tutt’al più gli ospedali e l’università che proponevano la realizzazione di un vaccino ad esempio al vecchio istituto Sclavo di Siena. Il vecchio istituto Sclavo, sotto la guida del Ministero della Sanità produceva il vaccino. Se il vaccino funzionava, bene, se non funzionava veniva ritirato. Oggi la committenza è cambiata perché decide una multinazionale che si chiama Moderna, Pfizer e Astra Zeneca che ordinano ai governi nazionali che cosa si deve fare, attraverso un ente privato che controlla che è l’OMS e quindi né medici né università né ministero della sanità possono opporsi ad un dictat, che ha un contenuto esclusivamente o principalmente commerciale. Devono guadagnare, quanto le banche devono recuperare di quello che hanno investito, e più”.
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