Per il 2035 l’Europa ha fissato lo stop ai motori inquinanti a diesel e benzina che andranno sostituiti probabilmente con l’elettrico, attualmente unica fonte non inquinante che si può permettere una produzione in serie a costi abbordabili. La Germania però ha ottenuto il via libera ai propri carburanti di matrice sintetica e quindi considerati non inquinanti, mentre al contrario la richiesta dell’Italia di includere anche i biocarburanti è stata respinta. Francesco Borgonovo ha intervistato il giornalista e scrittore Thomas Fazi per fare il punto della situazione: “La nostra classe dirigente non sa minimamente fare l’interesse nazionale ormai è un fatto acclarato e quindi l’Unione europea e le potenze dominanti al suo interno hanno gioco facile a portare avanti politiche che vanno nel loro interesse ma a scapito degli interessi italiani. Questo fa parte di una partita molto più ampia, quella della cosiddetta transizione ecologica. È ormai evidente che si sta avviando una nuova fase del capitalismo che ha poco a che vedere con la salvezza del pianeta ma con l’avvio di un nuovo ciclo di accumulazione che dietro vede interessati i principali gruppi industriali e finanziari del pianeta. Questo oltre a non essere necessariamente green, perché può alimentare processi di deforestazione, crea anche pressione sui sistemi agricoli tradizionali“. La situazione come si può comprendere è più complessa di quello che sembra. Da una parte c’è un’esigenza reale di ridurre l’inquinamento del pianeta, dall’altra però c’è da capire quale sia la soluzione migliore da prendere.
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