“Noi siamo convinti di vivere nella democrazia. Che vuol dire democrazia? Anche quelli che vivevano sotto il fascismo, io ricordo, ho sentito, io ho l’età che mi ha permesso d’incontrare molte persone, a cominciare dai miei nonni che vivevano in quel periodo. I miei nonni mi hanno raccontato che loro vivevano a testaccio hanno dovuto difendere alcuni che fuggivano dal ghetto per andarsi a riparare, a nascondersi e li nascondevano dentro le case, addirittura a rischio fucilazione”.
“Pensate che mi raccontava mia nonna che addirittura loro li nascondevano in casa, ma erano anche un po’ appoggiati e anche facilitati da alcun gerarchi fascisti che si rendevano conto che era un’atrocità, un abominio quello che stavano facendo. E quindi favorivano queste cose qualche volta, dicevano noi non sapevamo se fidarci o non fidarci, però dovevamo fidarci perché non potevamo lasciare queste persone così e quindi c’era questa solidarietà straordinaria, meravigliosa, commovente”
L’editoriale di Alessandro Meluzzi e Fabio Duranti
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