La questione dell’intelligenza artificiale è tornata alla ribalta dopo una prima commercializzazione di Chatgpt e simili. Se in epoca moderna la tecnologia è andata a supplire le capacità pratiche-materiali dell’uomo, in epoca contemporanea sta andando a sostituirsi alle capacità intellettuali dell’uomo. Quello che possiamo vedere è per il momento un radicale e repentino cambiamento nella nostra società. La tecnologia ha invaso ogni ambito delle nostre vite e se in alcuni casi può dirsi un bene come ad esempio nella ricerca o una inutilità consumistica come in alcuni oggetti commercializzati, in altri ha finito per creare dei veri e propri modelli e disvalori. Alberto Contri, docente di comunicazione, può analizzare il fenomeno dandoci alcuni spunti di lettura interessanti:
“Noi abbiamo molta più tecnologia di quella che ci serve. Le ricerche e le innovazioni in tecnologia stanno andando moltissimo in alto, ma il livello di comprendonio, di capacità, di capire, di argomentare, di ragionare, soprattutto dei giovani, dei 30enni e dei 40enni sta andando molto in basso. Il vero problema che sta dietro a questa roba è che noi ci siamo consegnati mani e piedi alle telecamere, agli audio con Whatsapp, con Facebook, consegnando la nostra privacy per avere in cambio dei servizi gratis. C’è un vecchio principio di marketing che dice che quando qualcosa è gratis, vuol dire che il prodotto sei tu. Prendiamo a esempio la geolocalizzazione. Quell’area del nostro cervello addetta a muoversi e a ragionare per farsi una mappa mentale si sta lentamente atrofizzando. Io sto vedendo una riduzione della capacità di ragionare, della capacità di riflettere. Vivono di frammenti perché non analizzano più niente. Vivendo di frammenti, delegano tutto quanto a queste macchine. Altro problema è quello della pluralità dell’informazione, se andate a leggere un po’ più approfonditamente le ricerche scoprirete che quello su cui si basano le intelligenze artificiali è il mondo del mainstream, quello che ha detto, che ha scritto sui libri ecc. A questo punto si crea un circolo vizioso“.
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