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Dentro il risveglio del partito di Schlein ▷ Terragni: “Lei attenzionata da élite: piacque pure a Soros”

Non è una qualunque” ammette riferendosi a Elly Schlein, Marina Terragni, giornalista ed editrice del sito feministpost.it, ospite di Francesco Borgonovo.
Tra le prime blogger in Italia, è una convinta femminista di stampo tradizionale e radicale.
Differenza importante quella tra femminismo tradizionale e femminismo “woke“, così lo potremmo chiamare. Un femminismo “risvegliato” è proprio quello che propone la nuova segretaria del PD.
I contenuti li conosciamo ed erano anche scritti nel programma: diritti LGBTQIA+, autodeterminazione assoluta, identità di genere, carriera alias nelle scuole, transizione facilitata, ormoni, sex work, assistenza sessuale ai disabili, libero utero in affitto”: eccola quindi la svolta del partito in direzione della filosofia woke che racconta la Terragni nel Feminist Post.
La domanda adesso è: funzionerà?
L’intervista di Francesco Borgonovo.

Tutta questa woke culture ha spaventato. Qual è la sua analisi?

Quello che succederà nel PD è difficile a dirsi. Chi spera che ci sia una migrazione di massa verso il terzo polo, si fa qualche film. Tenderanno a essere compatti nonostante qualche uscita marginale: sarà un processo molto lungo.
C’è un cambiamento genetico: le voci catto-dem si sono indebolite negli ultimi anni e questa direi che è l’ammazzata finale. Non credo all’ipotesi della scissione, però. Tenderanno ad aggiustarsi in qualche modo.
Lei non è una scappata di casa, è attenzionata da una grande élite internazionale, anche da George Soros da parlamentare europea. Ha le spalle molto solide quindi. Ora funge da anti-Meloni.

Racconti spesso che c’è una parte della popolazione che non è d’accordo sui temi dell’establishment. Per quanto riguarda il tema della guerra in particolare, si pensa che la Schlein possa pensarla diversamente: sarà così?

Dovrà esprimersi, puoi essere ambigua per poco: per votare sull’invio delle armi devi dire sì o no. Essendo anche cittadina americana, lei non credo potrà portare una posizione anti guerra, anti invio di armi. Sicuramente si è espressa contro la guerra, poi però ha votato per l’invio delle armi. Hanno tenuto una posizione di “spingiamo per il dialogo” che fino ad ora non sembra abbia dato grandi risultati.

Se si vanno a vedere i sondaggi del mondo su cosa effettivamente pensa la gente riguardo ai temi woke, sembrano non essere spesso favorevoli, no?

Abbiamo visto quel clamoroso sondaggio del The Times riguardante l’identità di genere: il 94% degli inglesi ha detto no. Il gender fluid è in picchiata. Sono segnali interessanti che si sono mostrati anche nella Fashion Week dove gli stilisti, che seguono e interpretano le tendenze, hanno portato una moda o iper maschile o iper femminile. Per il resto non c’è stato mercato.

Redazione

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