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Bufera Mannelli: il vignettista senza filtri da Borgonovo ▷ “Sommerso da insulti, ma non faccio autocensura”

Sono tutti Charlie, finché la matita pungente – ma legittima – della satira non tocca loro in prima persona. Ed ecco che per Mentana quella di Mannelli “non è satira“, che per Riotta “è solo fango“, ma che – come fa notare Selvaggia Lucarelli – quelli che oggi si indignano per la Mannocchi magari sono gli stessi che per un anno hanno dato dell’idiota ad Orsini a tambur battente.
Eppure era così semplice parlare di libertà ai tempi di Charlie Hebdo. La stessa libertà che troppo manca nelle critiche – pesanti – fatte a Mannelli per la vignetta ormai celeberrima su Francesca Mannocchi: “Il cranio impoverito” fa arrabbiare assai di più dell’uranio impoverito, nonostante gli effetti del secondo siano ben più nefasti.
Anche più di una vignetta su Maria Elena Boschi, per la quale invero le critiche furono feroci anche allora. L’intestatario fu sempre Mannelli, che mai comunque inibì per questo la sua penna. Nemmeno quando ad essere ritratto è stato Francesco Borgonovo col consueto stile della satira. Nessuno in quel caso si è strappato le vesti. Neppure Francesco Borgonovo, che ha intervistato Riccardo Mannelli a ‘Punto & Accapo’ (chiedendogliela la vignetta).

Si lamentano tutti, a destra e a sinistra, però in questo caso tu hai toccato una parte che – non nascondiamoci dietro un dito – di solito è un po’ abituata a dominarla la satira“, fa notare il vicedirettore de La Verità.
Lo dico da sempre“, replica Mannelli, “gli unici problemi li ho avuti con quella che si chiama sinistra storica, dal PC a ora. Cosa voglia dire ormai non si capisce più, ma gli unici guai io li ho sempre avuti da questa parte; censure pesanti cui io non ho mai controbattuto quando le ho ritenute legittime“.
Legittime, appunto. Non come chi ha tirato in ballo la malattia neurodegenerativa della giornalista de La Stampa criticando la vignetta di Mannelli: “Francamente non ne sapevo niente ed è stato un colpo basso che lascia il tempo che trova. Mi dispiace molto per lei, ogni cosa non è mai contro la persona, ma contro i fatti, contro i pareri. Contro.
Si possono avere pareri diversi? Senza contare che io sono stato sommerso di insulti pesanti da parte della stampa, social a parte
“.

La forma di autocensura che c’è è un problema serio. L’informazione e lo spettacolo ormai si basano su questo. Camminano costantemente sulle uova, ed è la cosa culturalmente più devastante che puoi fare a un paese. E’ una questione epocale che viene anche dall’amarezza di aver visto quello che abbiamo combinato (parlo per la mia generazione)“.

Redazione

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