Nella serata del ritorno di Ibrahimovic e Maignan, il Milan vince, convince e non subisce. Lo fa contro un’Atalanta volitiva e tignosa, ma che non riesce mai a impensierire granché il rientrante portiere francese, tornato tra i pali dopo oltre quattro mesi di calvario. Si rivede anche il ‘vecchio’ Zlatan, giocatore di movimento più anziano dell’era dei tre punti a calcare i campi della Serie A. A deciderla una fucilata di Theo Hernandez che, dopo aver colpito il palo, sbatte sulla schiena di Musso e rotola in porta, e Messias, che supera il portiere della Dea con un delizioso scavino dopo imbucata di Leao. Poi, tante occasioni fallite clamorosamente dai rossoneri: i due autori del secondo gol hanno sulla coscienza almeno una palla gol nitida a testa buttata alle ortiche.
La Dea continua il suo momento no e rimane attardata dal trenino Champions, mentre i rossoneri ora sono secondi in coabitazione con l’Inter dopo la debacle nerazzurra a Bologna. Gasperini non riesce a pescare l’asso dal suo mazzo: Lookman sempre fuori dalla partita, Hojlund troppo isolato, né Muriel né Boga riescono a cambiare l’inerzia della partita dalla panchina. Ai bergamaschi il compito di riorganizzare le idee, e in fretta: le altre non aspettano.
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