Parliamo del caso Cospito, l’anarchico in carcere al 41 bis, che per 100 giorni ha fatto lo sciopero della fame, per chiedere una misura detentiva meno rigida. Cospito è in carcere da 10 anni per la gambizzazione, nel 2012, dell’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi. È stato accusato anche dell’attentato del 2006 contro la Scuola carabinieri di Fossano, in provincia di Cuneo, dove furono piazzati due ordigni all’interno dei cassonetti all’ingresso dell’edificio. Per quell’atto la Cassazione lo ha condannato per “strage contro la sicurezza dello Stato“, crimine per il quale è previsto l’ergastolo senza nessun beneficio.
In questa vicenda, commenta Borgonovo, “è passato in secondo piano il motivo per cui Cospito è in carcere: insieme a un compagno hanno sparato alle gambe di un dirigente d’azienda che faceva ricerca sull’energia nucleare. Non so se ci fossero i presupposti per il carcere duro, fatto sta che l’aver messo poi due bombe davanti alle caserme dei carabinieri, che potevano ferire e uccidere qualcuno, non è una cosa da poco. La giustizia ha ritenuto che poteva continuare a dirigere l’organizzazione e ha emesso sentenza. Se domani i capimafia cominciassero a fare lo sciopero della fame, che cosa dovremmo fare, dovremmo rivedere il 41 bis anche per loro?”.
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