Stasera a Riad va in scena la finale di Supercoppa italiana tra Milan e Inter. L’Arabia Saudita secondo il Democracy index è in fondo alla classifica dei paesi per il rispetto dei diritti umani. Un mese fa eravamo tutti a scandalizzarci e deprecare la presenza di un gigante come Morgan Freeman ai Mondiali di calcio. Ma se confrontiamo il Qatar, dove certo la questione non è rosea per i diritti civili, con l’Arabia Saudita sembra di stare mezzo secolo avanti.
In Arabia Saudita sono ancora frequenti pene capitali anche sotto forma di lapidazioni e crocifissioni. Io stesso sarò il primo a vedere e commentare Inter-Milan, come ho commentato decine di gran premi di Formula 1 che sono andati in scena a quelle latitudini. Allora non saremmo dovuti essere moralisti a macchia di leopardo. Anche se, per la Coppa del mondo si sarebbe dovuto fare un dibattito duro al momento dell’assegnazione, non dopo.
Ma in Arabia invece si va a giocare tranquillamente e mi dispiace, in senso ironico, per tutti i connazionali che intrattengono rapporti commerciali con quella cultura e mentalità, però come vedete siamo come le lucine dell’albero di Natale. Andiamo a intermittenza su certe questioni. Amaramente vi dovrei augurare buona Supercoppa, nessuno di noi ha colpa di quel che accade in Arabia Saudita, però quando andiamo a fare i fustigatori e moralisti ricordiamoci che lo facciamo sempre quando ci pare. Quando invece ci distraiamo va bene tutto, purtroppo.
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