Anche questo inverno si sta scatenando il panico per la nuova variante Covid. Dopo la Omicron il nuovo mostro si chiama Grifon. L’allarme che viene dato a più riprese dai media mainstream è come al solito del tutto eccessivo. In Italia sta già circolando nell’1,8% dei positivi, evidentemente non ha il potenziale immunoevasivo per sostituirsi a Omicron. Questo anche perché tutte le varianti successive alla prima, sono state sempre meno patogene. Il virus è un microrganismo che ha bisogno, per sopravvivere, di un altro essere vivente. Il primo a cui non conviene uccidere il suo ospite è proprio il virus, di conseguenza per mantenersi in vita tenderà a ridurre la propria letalità e per questo è improbabile che nasca una variante più letale di quelle prima.
In Italia, però, vediamo che si attacca il governo perché fermo con le vaccinazioni della quarta dose. Si dice che bisogna fare persino la quinta per gli over 60, ma già con l’attuale variante i vaccini non sembrano particolarmente aggiornati, non schermano un granché. Questo accade perché i vaccini non servono per prevenire l’infezioni. I dati dell’ISS dicono che, chi si fa la quarta dose ha un vantaggio nel breve periodo in termini di protezione, ma dopo circa 4 mesi ha più probabilità di contrarre l’infezione, di chi si è fatto due dosi e magari nel frattempo è guarito. Il punto però è questo: non possiamo andare avanti con una politica di booster che dovevano essere annuali e sono diventati quadrimestrali.
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