Bufera su Nino Cartabellotta, presidente della fondazione GIMBE. Il motivo è rappresentato dal suo commento all’arresto di Matteo Messina Denaro. In sostanza la sua posizione era che non si doveva diffondere pubblicamente la sua condizione medica e i dati più sensibili. Pur essendo un’opinione condivisibile, è piuttosto ipocrita sentire queste parole da qualcuno che si è scagliato per anni contro tutti quelli che avevano anche solo qualche dubbio sui vaccini.
Infatti “hanno trattato da criminali quelli che hanno fatto una scelta consentita dalla legge“, da ricordare come ci sottolinea Alessandro Rico giornalista de La Verità, le filastrocche di Natale 2021: “A Natale una grande tavolata solo se la parentela è tutta vaccinata” e “per il cugino che non ha fatto il vaccino, solo un tramezzino nello stanzino”. Questo solo per dire, a che tipo di discriminazione erano sottoposte le persone che non erano vaccinate. Mentre al contrario ora, ci vengono a dire che doveva essere garantita la privacy anche per il capo di Cosa Nostra; la situazione è quanto meno paradossale.
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