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Leo I, Re del Mondo

Assunzione di responsabilità progressiva e qualità in crescendo: questo il Mondiale di Leo Messi, di dischetto in dischetto, di giocata illuminante in giocata illuminante, a prescindere dalla porzione di campo. Poi, è lecito chiedersi dove siano arrivati i meriti dell’Argentina e dove siano cominciati i demeriti di una Francia caratterizzata da insipienza tattica, motivazionale, di conseguenza anche tecnica. Come stavano, fisicamente, i calciatori francesi che erano in dubbio alla vigilia? Indipendentemente da un interrogativo al quale il campo risponde con chiarezza, la mossa di Scaloni di iniziare con Di Maria rinunciando a Paredes ha fatto inizialmente saltare il banco a Deschamps. 

L’azione del due a zero, finalizzata da Di Maria, comincia con un’imbeccata d’esterno da parte di Messi per Alvarez, con il prosieguo che ci siamo goduto. Questo dimostra, al di là del pregio del tocco, che il Dieci dell’Albiceleste aveva già in testa l’intero sviluppo dell’azione. 

Nel frattempo, su sponda francese, togliere Giroud e Dembélé prima di attendere l’intervallo più che un pungolo è uno schiaffo. 

Un parziale ritorno della Francia sembra esserci, nella fase centrale della ripresa, ma con quanta efficacia? E soprattutto: coinvolgendo quanto e come Mbappé? Giganteggia nel frattempo De Paul, anche nello spezzare ogni fragile linea di passaggio francese. Arriva il rigore francese, per colpa di Otamendi, quando i labiali di Deschamps hanno già prodotto il massimo del “j’accuse” per i suoi. Gol di Mbappé, con traiettoria quasi intuita da Martinez? “E adesso?” si chiedono in primis i sostenitori argentini. Adesso pareggia Mbappé, subito, in controtempo con una volée. Mamma mia: per il numero dieci francese la porta tira più di un carro di buoi.

Un finale tra wrestling e tensione nervosa, dove tutto può accadere, chiunque può rimetterci. 

Nei supplementari, la serie di cambi effettuati da Scaloni depotenzia l’Argentina quanto a qualità e produzione offensiva. Come si dice “garra” in francese? Perché il primo tempo supplementare dice che i transalpini hanno ritrovato una sorta di grandeur motivazionale. 

Però il calcio è bello perché si smentisce riga dopo riga e Messi si rimette in testa la corona che sembrava stesse per sfuggirgli. È un suggello monumentale, quando il mondo intero pensava al dischetto. È un colpo durissimo per la Francia, che nei minuti restanti sembra patire mal di mare per l’onda della torcida argentina. Ma? Ma rigore per la Francia, mentre Di Maria ha finito le lacrime. 

Al confronto con il finale del secondo tempo supplementare, i rigori rischiano di apparire noiosi. Quanto ha sprecato Lautaro? 

Vanno sul dischetto mentre le pile del peacemaker sono già scariche. Cominciano Mbappé e Messi, entrambi segnando con elevato margine di rischio. Poi, i guanti di Martinez schiacciano il bottone della festa a Buenos Aires. 

Paolo Marcacci

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