%26%238220%3BPietismo%3F+Chiamateci+campioni+per+i+nostri+meriti%2C+non+perch%C3%A9+siamo+disabili%26%238221%3B+%E2%96%B7+Il+duro+appello
radioradioit
/2022/10/pietismo-chiamateci-campioni-per-i-nostri-meriti-non-perche-siamo-disabili-%e2%96%b7-il-duro-appello/amp/

“Pietismo? Chiamateci campioni per i nostri meriti, non perché siamo disabili” ▷ Il duro appello

Roberto Lachin è un judoka non vedente, Vicecampione nella categoria 73 chili, che da poco a ricevuto il Premio Internazionale Giuseppe Sciacca per lo sport e per l’inclusione sociale. Insieme a Elena Travaglini, ballerina professionista, anch’ella non vedente, ha dato vita al progetto ‘judo al buio’, allo scopo di sensibilizzare rispetto al tema della disabilità. Roberto, poi, è creatore di un podcast dal titolo ‘Motto podcast’. Ma perché questo nome? “Sono appassionato di Giappone e lingue orientali. E ‘motto’, in giapponese, significa ‘di più’. Il mio podcast vuole proprio essere un incitamento a fare di più. Mi sono reso conto che, soprattutto durante il Covid, all’inizio, i disabili erano chiusi nelle loro case e ancor di più in sé stessi, da lì è nata l’idea di fare qualcosa, quindi è nato il mio podcast'”.

Ma a che punto siamo con l’inclusività? Non benissimo, secondo Roberto: “Ben vengano tutte le iniziative che parlano di socializzazione e di inclusione, ma credo che bisogna mantenere vivo l’interesse su questo tema, non bastano momenti ed eventi sporadici. Credo si possa vivere tutti insieme in questo mondo e, soprattutto, cancellare l’immagine che un disabile che fa qualcosa è un campione: noi aspiriamo a essere persone normali come tutti gli altri, non dobbiamo essere necessariamente campioni”.

A rincarare la dose, anche Elena: Si smetterà di parlare di inclusione quando la vera inclusione ci sarà. Un conto è dire ‘Roberto è un campione’ perché ha vinto delle gare come qualsiasi altro atleta normo-vedente, un conto è dire ‘Roberto è un campione’ quando non è mai salito sul tatami”.

Da quest’anno, Elena è co-conduttrice insieme a Roberto di ‘Motto Podcast’. E spiega: “L’idea del podcast è proprio sfatare questa concezione umana secondo cui se uno è disabile dev’essere in qualche modo avvantaggiato. Siamo tutti esseri umani, ognuno di noi ha le proprie difficoltà, chi più chi meno, semplicemente per chi ha delle difficoltà sensoriali o psicologiche si possono trovare degli escamotage per permettergli di svolgere attività socializzanti: non solo lo sport, ma anche e soprattutto la scuola (che è un diritto di tutti), l’arte”.

Redazione

La redazione di Radio Radio informa quotidianamente i visitatori del portale con le notizie più importanti della giornata in collaborazione con Adn Kronos, una delle più importanti e autorevoli agenzie di stampa del mondo.

Recent Posts

  • Sport

Koné lascia la Roma: il sostituto arriva dalla Serie A

Il centrocampista della Nazionale francese potrebbe lasciare la capitale nel corso di questa estate. Viene…

1 ora ago
  • Sport

Malagò-Roma, voci maligne! “Altro che complotto…”

La Roma; l'anno del centenario e l'elezione (quasi certa) di Malagò in FIGC: aumentano le…

14 ore ago
  • Tecnologia

Starmer (e gli altri) fanno le prove: lockdown digitale? | Bianchi, Contri e Duranti

Il 15 giugno, il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato da Downing Street il divieto totale di accesso ai social…

15 ore ago
  • Featured

Bruxelles vuole “sistemare” la Francia: la Commissione Europea mette mano alle pensioni

Ve lo dico subito, come faccio sempre: ogni volta che sentite la parola "riforma" uscire…

16 ore ago
  • Featured

Italia docet! Tutorial per non contare nulla nel Mediterraneo: “Regeni fu la prova” | Alberto Negri

L'Italia è diventata un paese che chiunque può calpestare impunemente. È questa la tesi di…

21 ore ago
  • Sport

“Siete sicuri che Messi sia inferiore a Maradona?” | Il confronto

MESSI O MARADONA? - Una tripletta che vale molto più di una semplice vittoria. Lionel…

22 ore ago