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RadioAttività

L’Ucraina ha chiesto l’ingresso nella NATO: così Zelensky si conferma un prodotto di Washington

Vi è una novità degna della massima attenzione che riguarda il fronte ucraino e la guerra che ormai da molti mesi procede. La novità sta nel fatto che l’Ucraina ha chiesto l’annessione alla NATO, più precisamente l’ingresso nella NATO. In sostanza, questa è stata la contromossa del guitto Zelensky dopo il discorso di Putin. Così leggo su Open, il rotocalco turbo-mondialista del Direttore, lui stesso turbo-mondialista, Enrico Mentana: ‘L’annuncio del Presidente ucraino su Telegram: ‘Di fatto siamo già nell’Alleanza, stiamo firmando il passo decisivo firmando la domanda di adesione accelerata’. Bene, alcune considerazioni, dunque, su questi eventi in tempo reale, possiamo dire.

In primo luogo, il guitto Zelensky si conferma quel che già sapevamo essere, cioè un attore della NATO, un prodotto in vitro da Washington o forse direttamente di Hollywood, considerata la sua carriera di attore anzitutto, poi finito per caso – ma nemmeno troppo – a fare il Presidente dell’Ucraina. Lo sappiamo – e lo ribadiamo con enfasi – il guitto Zelensky non sta agendo in nome del suo popolo, che anzi usa come carne da macello per gli interessi della NATO; non sta, il guitto Zelensky, agendo per la sovranità, la libertà e l’indipendenza dell’Ucraina. Al contrario, sta agendo per far sì che l’Ucraina diventi una colonia della NATO, degli Stati Uniti e del nuovo ordine mondiale turbo-globalista. Sotto questo riguardo, il guitto Zelensky sta recitando un copione, sta svolgendo il compito che gli è stato assegnato dal padrone a stelle e strisce.

Non sfugga il fatto che ha detto una cosa giusta, tuttavia, Zelensky, allorché ha sostenuto che, di fatto, l’Ucraina è già nella NATO: più precisamente, la NATO è già nell’Ucraina, e da molto tempo oltretutto. La NATO già da tempo, infatti, opera in Ucraina: non dimentichiamo la destabilizzazione con un golpe che vi fu nel 2014, Euromaidan, chiaramente supportato a distanza, non solo ideologicamente, da Washington. Chiaramente, Washington e la NATO utilizzano l’Ucraina come ‘bastone’ contro la Russia di Putin per impiegare la felice formula del compianto Giulietto Chiesa. Sicché, in questo caso, il guitto Zelensky ha, una volta tanto, detto una verità: l’Ucraina è già di fatto nella NATO, più precisamente, la NATO è già di fatto nell’Ucraina, e non da ora.

Terza notazione che voglio sviluppare in questo mio intervento riguarda il fatto che le conseguenze scaturenti dall’ingresso eventuale, e prossimo magari, dell’Ucraina nella NATO potrebbero essere davvero dirompenti, disastrose e catastrofiche. Infatti, se – sottolineo ‘se’ – l’Ucraina realmente entrasse nella NATO, allora per ciò stesso la NATO si troverebbe ai confini della Russia, con i missili statunitensi puntati sul Cremlino, ed è ovviamente ciò che la Russia di Putin mai potrà accettare, come del resto mai gli Stati Uniti accetterebbero – converrete con me – che la Russia ponesse i suoi missili e le sue basi in Messico, al confine con gli Stati Uniti, o in Canada, egualmente al confine con gli Stati Uniti. Gli Stati Uniti, invece, con la loro prepotenza, con la protervia di chi si sente ispirato da una missione divina, di chi si sente – per citare Bill Clinton – ‘l’unica Nazione indispensabile’, pensa di poter serenamente piazzare le proprie basi ai confini della Russia.

Ebbene, sono i prodromi a tutti gli effetti di una guerra mondiale in questo caso: la Russia non potrà mai accettare. La Russia sta già accettando dagli anni Novanta l’espansione imperialistica illimitata della NATO verso Oriente, ed è questa la vera causa della guerra scoppiata in Ucraina, che era parte dell’Unione Sovietica al tempo. Si dice spesso che gli aggrediti hanno sempre ragione e che gli aggressori torto. Verissimo, e gli aggressori però sono gli agenti della NATO, che dagli anni Novanta si espandono verso Oriente. La Russia non potrà accettare – dicevo – questo espansionismo impunemente condotto dagli Stati Uniti per il tramite del bastone dell’Ucraina, e quindi le conseguenze davvero potranno essere catastrofiche. Quel che è certo è che l’imperialismo statunitense non si fermerà e procederà fintantoché non troverà, come ora sta trovando nella Russia e poi anche nella Cina, baluardi di resistenza e di opposizione.

RadioAttività, lampi del pensiero quotidiano – Con Diego Fusaro

Diego Fusaro

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