Politica

Questa è l’eredità di Draghi ▷ “Ora questo Paese ha il diritto di avere un Parlamento che lavora!”

La diciannovesima legislatura della Repubblica italiana prende corpo. Lunedì scorso (10 ottobre) sono iniziate al Senato e alla Camera dei Deputati le procedure per la registrazione dei parlamentari. Le prime sedute sono previste per giovedì 13 ottobre alle 10.30 a Palazzo Madama e alle 10 a Montecitorio. Il Direttore Ilario Di Giovambattista rivolge, in diretta, il suo augurio al nuovo Parlamento, rammentando quali dovrebbero essere le priorità.

“Avremo sempre più un Parlamento dei leader, ne avrei preferito uno con più rappresentanti. Poi sarei anche favorevole al sistema delle preferenze, ma queste sono mie idee personali. In questi giorni si accrediteranno i nuovi onorevoli e i nuovi senatori e vorrei dire loro questo: vi trovate senza dubbio in una situazione di privilegio. Quello che auspico è una maggiore produttività del Parlamento italiano. Un’altra cosa, poi, che mi piacerebbe augurarvi è di avere la sensibilità di comprendere questo Paese. Non abbiamo più bisogno di tutte queste divisioni ideologiche: siamo in un’economia di guerra perché l’Italia ha scelto di posizionarsi in un certo modo, siamo atlantisti (cosa che per me è orrenda). Eravamo famosi ai tempi di Andreotti e altri per essere un Paese che sapeva guidare le diplomazie, mentre adesso a livello internazionale non contiamo più nulla. Eravamo i fondatori dell’Europa e siamo diventati gli ‘eccetera’ dell’Europa”.

“Ora vorrei un Parlamento che sappia interpretare gli italiani e le nostre difficoltà e mi auguro che da esso vengano fuori due Presidenti che non siano solo ‘di bandiera’, ma che sappiano – insieme al Governo – mettere le mani nelle problematiche degli italiani. Siamo un Paese allo stremo. Un Paese in queste condizioni ha diritto ad avere un Parlamento che lavora e un Governo che non faccia figli e figliastri e che si butti dietro la burocrazia: io non voglio più sentir parlare di burocrazia. Avete tutti gli strumenti per aiutare davvero gli italiani. Draghi è stato incensato da tutti ma secondo me è stato uno dei peggiori Presidente del Consiglio della Repubblica italiana perché con lui siamo peggiorati: Draghi ci lascia quest’eredità”.

Redazione

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