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L’Inter si qualifica se… ▷ C’è in ballo perfino il primo posto: ma solo con questa combinazione

L’araba fenice nerazzurra risorge dalle sue ceneri. L’Inter ammazza la crisi e porta a casa un punto pesantissimo dal Camp Nou: con il Barcellona finisce 3 a 3 e la qualificazione, ora, è a un passo.

Il commento

“L’Inter aveva un avversario difficile, in un ambiente ostile, giocava una partita decisiva: gli va reso pieno merito”, commenta Sandro Sabatini, giornalista di SportMediaset, ai microfoni di RadioRadio Mattino Sport and news. “I nerazzurri hanno mostrato il meglio, vorrei ricordare anche che al Camp Nou il clima era tale che non si poteva neanche portare dentro una maglietta nerazzurra. Anche gli scommettitori puntavano contro l’Inter, il Barcellona era strafavorito”. E sul gol di Gosens, scaturito da un lancio lunghissimo di Onana: “Il calcio sta cambiando, ma siccome si va verso il lancio del portiere e contropiede tutti si vergognano a dirlo, dopo 30 anni che si parla di dominio, tiki-taka e possesso palla. Il calcio sta assomigliando sempre di più al basket”. 

“L’Inter ha fatto quello che doveva, giocando una partita non facile. Va detto che un Barcellona messo così male in difesa lascia pensare che abbiano ancora molto da lavorare, da quelle parti”, commenta l’opinionista ed ex bomber giallorosso Roberto Pruzzo. “Il successo è arrivato grazie anche a protagonisti non attesissimi: non mi aspettavo che Lautaro Martinez riuscisse a riprendersi così in fretta dal suo periodo di appannamento, ancor meno pensavo Gosens potesse essere decisivo. Lo stesso Barella ha girato per molte partite a vuoto, e a San Siro i nerazzurri erano stati fortunati. Ieri, invece, ho visto forza, gambe, testa. Poteva vincere, ma credo abbia voltato pagina e dovremo aspettarci un cambio di marcia anche in Campionato”.

La partita

E dire che l’Inter, dopo una traversa clamorosa di Dzeko, va sotto a ridosso del primo tempo: Sergi Roberto serve a Dembélé un assist con il contagiri dalla destra e il francese segna il più facile dei gol, anticipando una difesa nerazzurra colpevolmente distratta. Usciti dagli spogliatoi, però, parte tutta un’altra partita: prima Barella trova il pari con una gran girata su assist di Bastoni, poi l’Inter mette la freccia e sorpassa con il redivivo Martinez. Lancio millimetrico di Calhanoglu, stop, tiro, doppio palo e gol. Con la contemporanea vittoria del Bayern sul Viktoria, sarebbe qualificazione matematica. I nerazzurri, però, abbassano l’intensità e vengono puniti: all’82’ De Vrij respinge corto un pallone sanguinoso su cui Lewandowski si avventa e non perdona Onana. È 2-2, ma il pareggio dura poco. Il portiere nerazzurro lancia lungo e pesca Martinez, che di sponda trova il subentrato Gosens: tiro di prima intenzione, Ter Stegen è battuto, l’Inter è di nuovo avanti. Sembra fatta, ma al 92′ è ancora Lewandowski ad andare a segno su cross di Eric Garcia. Al quinto di recupero l’Inter potrebbe persino fare il 4-3, ma Asllani spara addosso a Ter Stegen da 0 metri e vanifica il possibile vantaggio. Poco male: ora la qualificazione agli ottavi di finale di Champions League è vicinissima

Bastano tre punti

La classifica recita: Bayern 12, Inter 7, Barcellona 4, Viktoria Plzen 0. Ai meneghini basterà battere tra una settimana i cechi, fanalino di coda del girone, e il secondo posto sarà matematico. Ma, per arrivare secondi, sarà sufficiente fare gli stessi punti dei catalani, dati gli scontri diretti a favore. Se però i blaugrana riuscissero ad avere la meglio sui bavaresi al prossimo turno e contemporaneamente l’Inter battesse il Viktoria, i nerazzurri potrebbero giocarsi il primo posto all’Allianz Arena. Difficile, ma non impossibile. 

Il dibattito

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