Massimo Oddo gioca il suo derby. Campione del Mondo 2006, ex difensore del Milan e anche della Lazio, oggi è un apprezzato allenatore. Nel pomeriggio di Radio Radio Lo Sport ci si prepara al big match di San Siro previsto per le ore 18 di domani.
La stracittadina milanese ha sempre un fascino particolare. Lo scorso anno la sfida tra rossoneri e nerazzurri ha decretato l’epilogo dello scudetto in favore dei ragazzi di mister Stefano Pioli. Il Biscione ora cercano il riscatto con un Romelu Lukaku in più. Simone Inzaghi vuole il titolo a fine stagione e per farlo deve passare indenne anche dalla contesa con il Diavolo.
Oddo conosce bene il clima derby avendo giocato in rossonero dal 2007 al 2011, con una parentesi nel Bayern Monaco in Bundesliga. Napoli, Verona, Lazio e Lecce le altre maglie da lui indossate. Da mister invece ha guidato Pescara, Udinese, Crotone, Perugia e Padova.
“Sarà un derby di inizio campionato quindi le squadre tatticamente e fisicamente non possono stare al 100%. Sarà un match aperto a tutti i risultati. Parliamo di due squadre forti che cercheranno di fare il meglio possibile“.
“Certo, il Milan ha le potenzialità per vincere lo scudetto anche quest’anno. Dobbiamo vedere però cosa succederà con i nuovi acquisti che dovranno confrontarsi con un campionato diverso da altri tornei. I rossoneri si sono ricostruiti alla grande con un lavoro perfetto a livello societario“.
“Non saprei onestamente. Pioli è l’allenatore e nessuno più di lui conosce lo stato di forma della squadre e dei singoli giocatori. Giroud nella scorsa stagione ha fatto molto bene. In effetti però i rossoneri avrebbero bisogno di un attaccante più giovane. Una punta di prospettiva ci stava alla grande in questa rosa. Sul mercato sappiamo però che non è facile trovare il profilo adeguato“.
“Sicuramente c’è una somiglianza estetica. Onestamente non conosco benissimo De Katelaere come calciatore, ma chi lo conosce dice che ha grandissimi mezzi. Ha qualità e una bellissima struttura fisica. Ha già fatto intravedere qualcosa. Diamo al ragazzo il tempo di ambientarsi in Italia“.
“Il calcio è strano anche per questo. Io ritengo che le due squadre siano più o meno allo stesso livello. Se vogliamo cercare qualche differenza sostanziale credo che l’Inter abbiamo qualcosa in più riguardo la lunghezza della rosa. I titolari sono più o meno al medesimo livello. Una squadra che vince lo fa per tanti motivi, soprattutto se il collettivo è coeso insieme anche all’ambiente circostante“.
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