Ancelotti e la Roma: amore infinito. In molti ricordano con tanta nostalgia il periodo di Carletto in maglia giallorossa. Dal 1979 al 1987 ha strappato applausi a scena aperta al pubblico dell’Olimpico da centrocampista dotato di ottima tecnica. Uno scudetto in bacheca (1982-1983) e nel complesso 171 presenze con 12 gol.
Oggi da leggenda della panchina esprime le sue sensazioni sulla Roma di José Mourinho. Lo Special One ha riportato una ventata di novità e ottimismo dalle parti di Trigoria, ma occhio alle pressioni eccessive che sovente dominano nei dibattiti calcistici della Capitale. “Dire adesso – ha sottolineato Ancelotti – che la Roma è da scudetto significa mettere troppa responsabilità su un ambiente già carico. Questo perché Mourinho ha fatto un grandissimo lavoro soprattutto a livello tecnico vincendo la Conference League, ma anche sul piano psicologico riportando grande entusiasmo in città. Sicuramente quella giallorossa è una squadra che può lottare e competere per i vertici, poi si vedrà. Al momento penso che Milan, Inter e Juve siano un passo avanti per diverse ragioni“.
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