Aumentano gli scettici nei confronti del vaccino. Nonostante il Ministero della Salute abbia raccomandato la quarta dose a tutte le persone che abbiano compiuto 60 anni e, in generale, ai fragili, la risposta della popolazione non sembrerebbe soddisfacente. Segno che gli italiani iniziano a dubitare della reale efficacia dei sieri e soprattutto a considerare la possibilità che questi possano dar luogo a gravi effetti avversi. Qualcosa che, secondo l’avvocatessa Renate Holzeisen, dev’essere presa in esame anche in vista delle prossime elezioni di settembre: “Se i cittadini danno una dimostrazione forte della loro volontà di non voler ulteriormente essere sottoposti a questa imposizione infame, allora devono andare a votare e scegliere quelle forze che senza se e senza ma dichiarano che non ci sarà l’obbligo“.
Ma far riflettere in queste settimane è la decisione dell’Italia (insieme a Estonia e Ucraina) di non fornire i propri dati sulla mortalità a EuroMOMO, l’agenzia europea che si occupa di ‘monitorare la mortalità, allo scopo di rilevare e misurare i decessi in eccesso legati all’influenza stagionale, alle pandemie e ad altre minacce per la salute pubblica’, come si legge sul sito. Secondo Holzeisen, “questa è la dimostrazione che tutti questi morti di cui veniamo a sapere per puro caso, che vengono definiti ‘morti per malori improvvisi’, sono in realtà dovuti alle inoculazioni sperimentali che vanno fermate subito. I dati, se venissero mostrati, parlerebbero in modo molto chiaro”.
Di seguito, il riferimento di EuroMOMO alla decisione dell’Italia di non condividere più i dati sulla mortalità:
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