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Dimissioni Draghi: ora ci sono tre scenari ▷ Cosa succederebbe (ad oggi) in caso di elezioni

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha respinto le dimissioni del presidente del Consiglio, Mario Draghi, che il 14 luglio era salito al Colle per ufficializzare la crisi di Governo. Mercoledì 20 luglio Draghi si presenterà in Parlamento per rendere le sue comunicazioni.

Cosa succede ora?

Se non cambierà idea, subito dopo le comunicazioni Draghi rassegnerà le proprie dimissioni. Oppure, qualora si convincesse della tenuta della maggioranza, potrebbe chiedere il voto di fiducia alle Camere. Uno scenario complesso considerando le posizioni di Movimento 5 Stelle e Lega, reso ancora più complesso dalle parole dello stesso Draghi, secondo cui ormai le condizioni che hanno portato alla nascita del suo Governo non ci sono più.

Chi vuole ancora Draghi al Governo?

A voler continuare l’esperienza di Governo sono i centristi, “Insieme per il Futuro” (il nuovo partito di Luigi Di Maio), PD e Italia Viva. Il PD, in particolare, vorrebbe continuare con questa maggioranza, mentre Italia Viva spera in un Draghi-bis depurato dai pentastellati.

E il Centrodestra?

Qui la partita è tutta giocata sull’andare o meno a elezioni. La posizione di Forza Italia non è chiara, le spinte interne vanno in direzioni diverse, così come nella Lega: un parte del partito, guidata da Matteo Salvini, vorrebbe andare al voto subito, seguendo la linea di Fratelli d’Italia. Un’altra parte, rappresentata dai Presidenti di Regione leghisti, come Giancarlo Giorgetti), vorrebbe continuare al fianco di Draghi.

E in caso di elezioni?

Ad oggi il ritorno alle urne sembra l’ipotesi più probabile. In caso di elezioni anticipate, la vincitrice indiscussa sarebbe solo una: Giorgia Meloni. Nei sondaggi, infatti, Fratelli d’Italia si trova davanti a tutti al momento (con il 23,5% dei voti). A giocarsela con Meloni anche Lega e Forza Italia. Secondo un altro sondaggio di Euromedia, infatti, il centrodestra vincerebbe sia alla Camera che al Senato, seppur con numeri risicati.
Tutto è rimandato a mercoledì 20 luglio, quando Draghi e il Parlamento decideranno cosa fare del futuro di questo Governo. E l’Italia, di conseguenza, potrà capire cosa ne sarà del suo di futuro.

Redazione

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