Domenica 12 giugno il popolo italiano andrà alle urne a votare per le elezioni amministrative e per il Referendum sulla giustizia. Quest’ultimo in particolare comprende cinque quesiti incentivati da Radicali e Lega. I primi due quesiti sono di natura amministrativa di riferimento: il primo tratterà la possibile abolizione del Decreto Severino. Quest’ultimo vieta ai condannati in via definitiva di ricoprire incarichi governativi. Nel secondo quesito si tratterà il tema delle misure cautelari.
C’è necessità della limitazione di quest’ultime? Si passa poi nello specifico al tema della giustizia penale. Infatti, nel terzo quesito si evidenzia una dinamica da tempo discussa ossia quella della separazione dei poteri. Nel caso in cui vincesse il ‘sì’, un giudice non potrebbe diventare Pm (e viceversa) ma entrambe le figure saranno decise in definitiva a inizio carriera. Per un verso o per l’altro.
Rispettivamente la possibile valutazione della professionalità dei magistrati da parte di membri laici e la (sempre possibile e non certa) decadenza dell’obbligo della raccolta firme per l’ elezione dei membri ‘togati’ del Csm saranno i punti del quarto e del quinto e ultimo quesito.
I referendum citati inoltre sono di forma abrogativa. Cosa significa precisamente? Che per far passare il Referendum deve essere raggiunto il quorum di validità. Per avere maggior chiarezza e suggerimenti sul da farsi, Enrico Michetti ha analizzato e spiegato in diretta la situazione e i vari punti trattati.
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