Sembrano destinate a suscitare clamore le dichiarazioni del Ministro Patrizio Bianchi sulla scuola. Il responsabile del dicastero dell’istruzione è intervenuto a gamba tesa sull’imposizione delle mascherine nelle strutture scolastiche per i bambini ed insegnati. Secondo le parole di Bianchi i dispositivi di protezione individuale svolgerebbero non un presidio meramente sanitario ma un “valore educativo” fondamentale.
Le parole del Ministro suggerirebbero in tal senso un utilizzo delle mascherine lontano da un’applicazione medica per lasciare spazio ad una principale funzione di tipo pedagogico. Prendendo alla lettere le parole di Bianchi emergerebbe dunque un sotto testo paternalistico e non sanitario, una scelta coercitiva dal sapore moralistico imposta dallo Stato. Una visione che ricorda impostazione assolutistiche che sembravano ormai superate dallo spirito dei processi democratici.
“Io non sono avvelenata di più, non capisco perché i bambini devono portare questa museruola. Ora fa anche caldissimo. È assurdo fargli portare questa mascherina. Valore educativo? A fare le pecore? Per voi è una cosa normale non aver scelta? Io ho detto ai miei figli di ragionare con il proprio cervello, se credete in qualcosa, portatelo avanti anche se rischiate di andare a sbattere contro un muro. In questi ultimi due anni è successo di tutto e ci aspettano nel futuro anche altre cose”
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