Non c’è dubbio sul fatto che il fascio di luce dei riflettori, stasera, sia stata da subito e sia rimasta in seguito puntata su Lautaro, che ha lucidato l’argenteria tecnica in ogni modo e maniera.
Proprio per questo, noi stasera celebriamo la prova, bel gol d’esterno annullato compreso, di Ismael Bennacer, che finché ha potuto ha tentato di riportare in partita il Milan e, se l’Inter a metà della ripresa stava schiacciandosi più di un po’, è stato perché il ventiquattrenne algerino aveva dettato i tempi con essenziale autorevolezza. Peraltro, vista la fatica, comprensibilissima, dell’arbitro Mariani nel visionare da ogni angolazione l’episodio che poteva portare al 2-1, possiamo anche affermare che per un nonnulla la sua gran conclusione non ha riaperto i giochi. Diciamo che la sensazione è che la visuale di Handanovic la ostruiscano più i suoi compagni che Kalulu, ma questo è un dettaglio, nelle nostre righe.
Quel che conta è che, per settantatré minuti, con un Milan sottotono per quanto riguarda parecchie individualità, Bennacer la fatto il numero quattro, l’otto e all’occorrenza il dieci.
Paolo Marcacci
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