Il clima bellico incombe anche in Italia. La drammaticità della violenze in Ucraina inasprisce il dibattito sul conflitto: emotività e propaganda sembrano camminare parallele. L’inasprimento della guerra alimenta la reazione emotiva e limita la lucidità del dibattito, impedendo una discussione articolata. La costruzione di un fronte compatto sulla base di una linea di consenso unico comporta allora l’espulsione delle voci dissonanti.
Il prof. Angelo D’Orsi, noto storico delle teorie politiche, analizza gli attuali meccanismi della propaganda di guerra, evidenziando l’impoverimento della discussione pubblica attraverso un processo di demonizzazione del dissenso. Le etichette malevole, l’estremizzazione delle posizioni e la volontà di schierarsi ad ogni costo, divengono allora per D’Orsi tutti fattori che allontanano dalla verità e conducono verse un’escalation del conflitto.
Il duro intervento del prof. Angelo D’Orsi
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