Indipendentemente da come alla fine sia andata questa semifinale d’andata, un’istantanea ci ha rubato l’occhio per un istante, più fuori che dentro in terreno di gioco, nel senso che in prospettiva abbiamo visto sia Inzaghi che Pioli costantemente al confine delle proprie aree tecniche dannarsi l’anima per chiedere, di azione in azione, lo svolgimento del “compito” personale ai propri giocatori.
Lo fanno quasi tutti i tecnici, certo; nel caso dell’allenatore interista e di quello rossonero possiamo però dire che questo aspetto sia parte integrante della loro didattica: Inzaghi e Pioli sono riusciti in tante occasioni ad armonizzare le qualità dei singoli, in alcuni casi molto elevate, che hanno a disposizione, ai loro rispettivi progetti di gioco.
Non è un caso che, di entrambi, si possa dire rendimento alla mano che hanno fatto crescere più di un giocatore, vedi Dumfries da una parte e Saelemaekers dall’altra, indipendentemente dalle prestazioni di stasera.
PROF. PAOLO MARCACCI
LAZIO - "Godo poco in questi momenti, bisogna stare sul pezzo": così Gattuso aveva frenato…
Settantatré anni dopo, l’Italia torna sul tetto del mondo della Formula 1. Kimi Antonelli è…
In Polonia è in corso uno scontro istituzionale sul controllo della Corte costituzionale. Il governo…
Città del Messico ha restituito all’Italia qualcosa che mancava da settantatré anni. Andrea Kimi Antonelli ha chiuso…
In un suo recente intervento la vestale della sinistra fucsia liberal progressista Elly Schlein ha…
Diversamente toscani e poco compatibili; uomo di collina con velleità agricole Luciano Spalletti, lupo di…