Quella che si sta svolgendo in Ucraina è una guerra antica e contemporanea allo stesso tempo. L’offensiva della Russia e la difensiva di Kiev hanno rispolverato trincee e metodi da Grande Guerra, svolgendo il combattimento sui più classici piani di battaglia: terra, aria, acqua. C’è pero un elemento innovativo, un ulteriore livello di scontro che non è rintracciabile in maniera tangibile come gli altri: la rete digitale, internet e i moderni mezzi di comunicazione.
L’arma della propaganda ha acquistato un valore ancora più rilevante rispetto ai conflitti passati. Ogni dispositivo elettronico diventa un teatro di guerra virtuale, nel quale scorrono immagini e video senza un vero controllo dei fatti. Anche la disinformazione è entrata a far parte dei “giochi”. Ucraini che manifestano una strenua resistenza e russi che annunciano di aver già vinto. Da una parte l’accusa ai russi di aver sparato un missile su un condominio, dall’altra la controbattuta di chi sostiene che si tratti di un razzo anti-aereo ucraino.
Fare affidamento sui media è sempre più complicato, anche alla luce del disordine creato negli ultimi due anni con Covid e vaccini. Su questo ha riflettuto Fabio Duranti in diretta a Un Giorno Speciale, con Francesco Vergovich.
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