Questo tipo di match viene spesso deciso da un particolare, un episodio, una sfumatura; Napoli – Milan non ha fatto eccezione. Anche un altro particolare ha trovato la pressoché totale regolarità: al dunque, alle squadre di Spalletti viene il braccino. Anche se Lucianone da Certaldo, sempre più palestrato, quanto a circonferenza del bicipite se la batte con un peso massimo.
Intendiamoci, per sgombrare il campo dai fraintendimenti: resta uno dei più bravi, meticolosi e preparati, per come elabora il gioco in rapporto agli uomini che ha e per come si aggiorna. Però è un fatto che, come diciamo a Roma – piazza nella quale si è bruciato un credito di popolarità enorme a causa della più macroscopica delle sue ricorrenti impuntature -, arrivato al dunque gli manca sempre un soldo per fare una lira. Potremmo chiamarla “sindrome del set – point”, perché la gara di ieri lo era sia per Pioli che per lui.
Il giudizio, ovviamente, non è motivato dal gol di Giroud, ma dal secondo tempo sottotono di un Napoli che, dopo aver vinto a Roma la settimana scorsa anche un po’ oltre i meriti effettivi, doveva fare molto di più quantomeno per non far fuggire il Milan.
PROF. PAOLO MARCACCI
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