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Senatore si incatena davanti al Parlamento contro l’obbligo di vaccino ▷ Rizzo: “Pfizer ha vinto la guerra, più potente di uno Stato”

Anche il Parlamento batte un colpo contro gli obblighi di vaccinazione e Super Green Pass. O meglio, qualcuno tra Camera e Senato si muove a sostegno dei cittadini ridotti al rango di sudditi. Un gesto eclatante, in tal senso, è stato compiuto dall’Onorevole Emanuele Dessì, entrato da un po’ di tempo nelle fila del Partito Comunista (che ha ufficialmente riportato nell’Assemblea). Nel giorno dell’entrata in vigore dell’inoculazione forzata per gli over 50, il senatore si è incatenato fuori da Palazzo Madama a favore dei lavoratori discriminati dal provvedimento dell’Esecutivo.

“Il Governo Draghi – ha scritto Dessì sulla sua pagina Facebook – dimostra per l’ennesima volta di essere totalmente privo di sensibilità istituzionale e di tempismo politico. Nessuno ha oggi il coraggio di ammettere di aver sbagliato nel colpire gli italiani con un vergognoso ricatto”. Il parlamentare rientra nella categoria di non vaccinato creata ad arte dal potere. Anche per lui dunque, non sarà più possibile svolgere la sua attività di rappresentante del popolo. A sostegno della protesta di ieri si è registrata la presenza del leader del Partito Comunista Marco Rizzo. Il segretario è stato sentito da Stefano Molinari a Lavori in Corso. Ecco le sue considerazioni in diretta.

“Qua in Italia, oggi, credo con una scelta totalmente sbagliata del Governo Draghi si è pensato di sospendere dal lavoro (senza stipendio) tutti i lavoratori che hanno oltre 50 anni e non hanno il Green Pass. Mi pare un’operazione che non c’entra nulla con la vicenda sanitaria, non è una norma sanitaria, è una norma di discriminazione politica. Una norma che probabilmente fa parte di tutto quel pacchetto di controllo sociale che è stato sfruttato sulla base della pandemia per verificare anche quali sono le reazioni del popolo italiano.

Noi abbiamo pensato bene oggi con il senatore Dessì che si è incatenato davanti al Senato perché anche lui non ha il Green Pass e non può entrare in Senato. Abbiamo manifestato in questo modo la solidarietà a tutti i lavoratori che sono vittime di questa discriminazione. Poi alla fine se questo Governo avesse davvero a cuore la sanità pubblica deve fare degli investimenti sulla sanità pubblica. Invece non favorirebbe le multinazionali, non favorirebbe le privatizzazioni della sanità”.

Lavori in Corso

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