Il gioco latita, il gallo canta, la Juve non si sveglia. Che sia già svanito l’entusiasmo per gli innesti di gennaio? Che sia stata cantata vittoria troppo frettolosamente?
No, secondo Massimiliano Allegri, che in conferenza non si dà ai piagnistei, ma neanche all’indifferenza: alla fine i risultati si ottengono anche per un punto, fa notare, “una partita come questa a inizio campionato l’avremmo persa”, vero pure questo, “ma è proprio perciò che la lotta per il quarto posto è aperta più che mai“.
A sostenerlo Sandro Sabatini nel corso di “Radio Radio Mattino – Sport & News”, cui fanno seguito le parole disincantate di Roberto Pruzzo: “L’allenatore analizza piuttosto lucidamente che questa squadra più di così non può fare in questo momento”, bastone e carota, “però è un gioco sterile che si aspetta chissà che dai tre lì davanti”. Tre, Morata, Dybala e Vlahovic, innocui agli occhi del portiere Granata; il serbo sembra non poter fare di più di ciò che faceva lo spagnolo in quella posizione fino a un mese fa, ma ha pur giocato davvero pochi palloni.
Sintomo, appunto, di un gioco che non c’è a fronte di una partita, quella con l’Atalanta, che invece aveva restituito agli occhi del pubblico bianconero una Juve combattiva, perfino un bel gioco in effetti, quello che veniva chiesto al predecessore Sarri.
Intanto il Villareal avvisa la truppa di Allegri con quattro gol al Granada, una squadra non troppo dissimile dai granata di Torino, senza contare che ogni partita fa storia a sé: senza gioco però la storia rischia di essere la medesima contro la squadra di Emery martedì in Champions League.
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